Politica e Uomo Gatto: lo scandalo della torcia olimpica offusca i veri conti di Milano-Cortina 2026
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Redazione Sport
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L’indignazione della politica per la scelta dei tedofori della staffetta olimpica, con la fiamma affidata a personaggi come l’Uomo Gatto anziché a storici campioni, rischia di essere un fuoco di paglia. Una polemica, sollevata in anticipo da questo giornale, che di per sé racconta una storia italiana fatta di consensi facili e di una certa idea nazionalpopolare dell’evento, ma che appare marginale se paragonata alla mole di risorse e alle ombre che gravano sull’organizzazione dei Giochi. La vicenda, che pure ha il suo peso simbolico, mostra come il dibattito pubblico sia spesso catturato da aspetti di superficie, mentre le questioni strutturali, come le perdite economiche che si stimano nell’ordine dei miliardi, restano in secondo piano.
Il mercato parallelo dei cimeli e le voci critiche dallo sport
Accanto alla disputa sulle nomine, è emerso un fenomeno che ne mina ulteriormente lo spirito dichiarato: la compravendita illegale dei kit dei tedofori su piattaforme come eBay, Vinted e Subito. Lì, gli oggetti ufficiali – presentati come rarità da collezione – vengono offerti a cifre che possono superare il migliaio di euro, trasformando un momento ideale in una transazione commerciale. Una deriva che si affianca al rammarico di alcuni atleti, come l’ex pugile Vladimiro Riga, il quale, pur ricordando con orgoglio il suo ruolo nella staffetta, non nasconde perplessità su certe scelte del comitato organizzatore. Riga, che vide sfumare il sogno olimpico a Città del Messico 1968 per un infortunio, rappresenta una di quelle voci autorevoli dello sport che la selezione avrebbe potuto valorizzare maggiormente.
La replica della Fondazione e il silenzio sui conti
Di fronte al polverone, la Fondazione Milano Cortina 2026 è intervenuta con una nota difensiva, presentata in una sede istituzionale veneziana durante un evento dedicato alle cerimonie paralimpiche. Il comunicato, che di fatto ha finito per oscurare la presentazione principale, ha ribadito come il processo di selezione dei tedofori sia stato “rigoroso, inclusivo e rispettoso”, oltre che condiviso e regolato. La Fondazione ha sottolineato la trasparenza dell’operato e il coinvolgimento di più soggetti territoriali, una prassi comune, a suo dire, in tutte le grandi staffette olimpiche mondiali. Tuttavia, questa puntuale difesa del metodo applicato alla torcia non affronta le critiche di fondo relative alla gestione finanziaria dell’intero evento, che rimane l’aspetto più opaco e potenzialmente più oneroso per la collettività.
Il vero nodo rimane l’eredità economica dei Giochi
Mentre l’attenzione si concentra sull’Uomo Gatto e sulle tute in vendita online, il cuore del problema – i miliardi di perdite previste – continua a scivolare via dal dibattito pubblico. Con l’avvicinarsi della cerimonia inaugurale in programma a San Siro, il racconto sembra volontariamente confinato agli episodi di colore e alle polemiche di facile consumo. Eppure, sono proprio i conti, quelli veri, a rappresentare la sfida maggiore e l’eredità più duratura, positiva o negativa che sia, di questa manifestazione. Una questione che andrebbe posta con la stessa forza con cui si discute della lista dei tedofori, ma che invece stenta a trovare spazio, lasciando inalterate le preoccupazioni sulla sostenibilità reale dell’operazione.




