Open Arms, Papetti: «Dubbi sul ricorso della procura di Palermo contro l’assoluzione di Salvini»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   La procura di Palermo non demorde. Dopo la sentenza che ha prosciolto Matteo Salvini nel processo Open Arms, i magistrati hanno presentato un ricorso per saltum alla Corte di Cassazione, scavalcando l’Appello, nella convinzione che la decisione dei giudici sia viziata da errori. Una mossa che riapre il caso, mentre la difesa del leader leghista ribadisce la solidità delle motivazioni che lo hanno assolto, sostenendo che "il fatto non sussiste".

La vicenda risale all’agosto 2019, quando Salvini, allora ministro dell’Interno, negò l’approdo alla nave Open Arms, lasciando 177 migranti in mare per giorni. Accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio, è stato poi assolto perché, secondo il tribunale, l’Italia non era obbligata a garantire lo sbarco. Una tesi che la procura contesta, ritenendo che la sentenza abbia travisato le norme internazionali.

Salvini, dal canto suo, non sembra sorpreso. «C’è un complotto contro chi difende i confini», ha dichiarato, citando casi analoghi che coinvolgono politici come Bolsonaro, Le Pen e Orbán. «Dietro l’assalto giudiziario alle forze sgradite alla grande finanza – ha aggiunto – si nasconde una regia». Parole che riflettono la sua convinzione di essere nel mirino di una macchinazione, mentre la battaglia legale si sposta ora in Cassazione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.