Mario Spedaliere in coma, il 19enne confessa il colpo con la mazza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mario Spedaliere, tifoso del Portici di 34 anni, è ancora in coma dopo essere stato colpito alla testa con una mazza al termine della partita contro la Puteolana, disputata domenica a Pozzuoli. Il giovane che ha ammesso di averlo ferito è Emanuele Alfano, 19 anni, residente a Pozzuoli, che sostiene di aver reagito a una presunta minaccia con un coltello. La sua ricostruzione è al vaglio degli investigatori, mentre il ferito resta ricoverato all’ospedale Santa Maria delle Grazie con prognosi riservata. La confessione ha consentito di individuare il presunto autore materiale del colpo, ma non cancella la necessità di verificare le circostanze dell’aggressione.

La versione dell’aggressore e i dubbi sulla presunta legittima difesa

Nel racconto reso agli investigatori, Alfano ha dichiarato di essersi trovato davanti a un sostenitore avversario che gli avrebbe puntato un coltello all’altezza del viso. A quel punto, ha spiegato, si sarebbe ricordato della presenza di una mazza nascosta nelle vicinanze e l’avrebbe utilizzata per colpire l’uomo alla testa. Il giovane presenta quindi l’episodio come una reazione a un pericolo immediato, ma la sua versione deve essere distinta dai fatti accertati nell’inchiesta. Al momento, infatti, non sono emersi riscontri sulla presunta presenza del coltello attribuito alla vittima. La ricostruzione della dinamica e l’eventuale sussistenza di una causa di giustificazione spettano agli organi competenti, sulla base delle prove raccolte.

Gli accertamenti riguardano anche la mazza utilizzata nell’aggressione, che sarebbe stata nascosta lungo il percorso seguito dai tifosi. La disponibilità dell’oggetto prima del confronto è un elemento importante per ricostruire la sequenza degli avvenimenti, senza tuttavia consentire, da sola, di stabilire chi lo avesse collocato sul posto o con quale intenzione. Gli investigatori stanno esaminando quanto accaduto dopo la gara e le responsabilità individuali nei disordini. L’inchiesta non si limita infatti al colpo che ha provocato il grave trauma cranico, ma comprende gli scontri tra gruppi di sostenitori e gli episodi di violenza verificatisi nelle strade di Pozzuoli.

Otto arresti dopo gli scontri tra le tifoserie

Le indagini condotte da carabinieri e polizia hanno portato all’arresto di otto persone, tra cui cinque maggiorenni e tre minorenni. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di rissa aggravata; ad Alfano viene contestato anche il coinvolgimento nelle lesioni gravissime riportate da Spedaliere. I provvedimenti sono arrivati attraverso la procedura della flagranza differita, che permette, nei casi previsti dalla legge, di procedere all’arresto sulla base di elementi raccolti successivamente al fatto, comprese le immagini disponibili. Le responsabilità dei singoli dovranno essere accertate nel procedimento giudiziario, senza confondere l’ammissione del colpo con una decisione definitiva sulla qualificazione giuridica dell’accaduto.

Alfano non è stato trasferito in carcere perché, secondo quanto riferito, soffre di una patologia incompatibile con la detenzione in istituto ed è stato sottoposto agli arresti domiciliari. La diversa misura applicata al giovane ha suscitato la protesta della famiglia della vittima, che chiede una risposta giudiziaria severa. La condizione sanitaria indicata per il diciannovenne riguarda la compatibilità con il carcere e non equivale a un’assoluzione né elimina le contestazioni a suo carico. La valutazione delle misure cautelari segue criteri distinti rispetto all’accertamento della responsabilità penale e deve tenere conto dei presupposti stabiliti dalla legge.

Il bollettino medico e la richiesta di giustizia del padre

Il quadro clinico di Spedaliere è descritto dai medici come stazionario, senza segni di peggioramento. I parametri risultano al momento in ordine e prosegue il trattamento di neuroprotezione con analgosedazione. Non è necessario un ulteriore intervento chirurgico, ma la prognosi resta riservata: l’assenza di un peggioramento immediato non significa che il paziente sia fuori pericolo. La permanenza in coma e la necessità di proseguire le cure mantengono particolarmente delicata la situazione clinica, mentre i sanitari continuano a monitorarne le condizioni.

Massimo Spedaliere, padre del ferito, ha espresso incredulità per il fatto che il giovane indicato come autore del colpo non sia in carcere. «Voglio giustizia, pene severe, esemplari», ha dichiarato, manifestando la propria angoscia per le condizioni del figlio e per la misura disposta nei confronti del diciannovenne. Il genitore considera la mancata detenzione un’ulteriore sofferenza per la famiglia, già alle prese con l’incertezza legata al decorso clinico. La sua richiesta si concentra sull’accertamento delle responsabilità e su una sanzione adeguata alla gravità delle conseguenze, nel rispetto delle procedure giudiziarie.

La partita di Eccellenza tra Portici 1906 e Rangers Qualiano si è disputata a porte chiuse per decisione del prefetto di Napoli, Michele di Bari, in seguito ai rischi per l’ordine pubblico collegati alla tifoseria di casa. Prima dell’incontro è stato esposto uno striscione con la scritta «Forza Mario, non mollare», segno di vicinanza al sostenitore ricoverato. La scelta di vietare l’accesso al pubblico è stata adottata nel contesto delle misure di sicurezza successive agli scontri, mentre l’inchiesta prosegue per chiarire il contributo dei singoli partecipanti alle violenze.

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