Pozzuoli, il 19enne confessa il colpo con la mazza: otto arresti
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Redazione Interno
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Un diciannovenne di Pozzuoli ha ammesso di aver colpito alla testa con una mazza ferrata Mario Spedaliere, il tifoso del Portici ricoverato in condizioni gravissime dopo l'aggressione avvenuta al termine della partita di Eccellenza tra Puteolana e Portici. Per il giovane, accusato insieme ad altre persone per gli scontri, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Le indagini hanno portato complessivamente all'arresto di otto persone, tre delle quali minorenni, con l'accusa di rissa aggravata in concorso.
La versione del giovane e i dubbi della famiglia
Emanuele Alfano, nato nel 2007, ha sostenuto di aver reagito a una minaccia. Nel suo racconto, un sostenitore del Portici gli avrebbe puntato un coltello all'altezza del viso, mettendolo in una situazione dalla quale avrebbe cercato di uscire ricorrendo a un'arma che ricordava essere nascosta nelle vicinanze. «Mi sono ricordato che c'era una mazza nascosta», avrebbe spiegato, descrivendo l'oggetto come dotato di una punta. Ha quindi dichiarato di averla usata per colpire l'uomo alla testa. Si tratta della ricostruzione fornita dal giovane, che dovrà essere valutata nell'ambito degli accertamenti investigativi e giudiziari.
La famiglia della vittima ha espresso perplessità sulla confessione. Il padre di Spedaliere ha chiesto che il ragazzo riconosca la gravità di quanto accaduto e chieda scusa al figlio, pur pronunciando parole di perdono. Il genitore ha anche denunciato l'assurdità di rischiare la vita per una vicenda legata al tifo calcistico. La sua posizione mette al centro la sofferenza di una famiglia che deve affrontare condizioni cliniche estremamente serie, mentre gli investigatori ricostruiscono le responsabilità individuali e la dinamica dell'aggressione.
Otto arresti dopo gli scontri tra le tifoserie
Gli arresti sono stati eseguiti dalla polizia e dai carabinieri con la procedura della flagranza differita, che consente di intervenire sulla base degli elementi raccolti dopo il fatto, nei casi e con i requisiti previsti dalla legge. Tra le persone fermate figurano sette residenti a Pozzuoli e una proveniente da Portici. L'ipotesi contestata è quella di rissa aggravata in concorso: la posizione di ciascun indagato dovrà essere valutata individualmente, senza confondere l'accusa comune con l'attribuzione automatica del colpo che ha provocato le lesioni più gravi.
La presenza di tre minorenni tra gli arrestati ha richiamato l'attenzione sull'applicazione delle nuove disposizioni in materia di sicurezza, in particolare per quanto riguarda la flagranza differita. La procedura non equivale a una condanna e non elimina la necessità di verificare le immagini, le testimonianze e gli altri elementi raccolti dagli investigatori. Anche per il diciannovenne sottoposto ai domiciliari, la confessione costituisce un elemento dell'indagine, ma non sostituisce gli accertamenti sulla dinamica completa dei fatti e sulle eventuali condotte degli altri partecipanti.
Le condizioni di Mario Spedaliere
Spedaliere, che ha 34 anni ed è padre di due bambini, è ricoverato in condizioni critiche e lotta per la vita. Le lesioni alla testa sono state descritte come compatibili con l'utilizzo di una mazza o di un tubo, elementi che rendono centrali gli accertamenti medico-legali sulla natura e sulla gravità dei traumi. La famiglia attende aggiornamenti sulle sue condizioni mentre prosegue il lavoro degli investigatori per chiarire che cosa sia accaduto dopo l'incontro sportivo e quale ruolo abbiano avuto le persone coinvolte negli scontri.
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