Rapine con la mazza nel veneziano, due arresti per la gang che colpiva gestori e mamme
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Redazione Interno
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Una serie di assalti, caratterizzati da una violenza particolarmente brutale e dalla scelta di vittime ritenute facili, ha tenuto in apprensione per mesi un'area tra le province di Venezia e Treviso, fino all'operazione dei Carabinieri che, all'alba del 19 dicembre, ha portato all'arresto di due uomini. Le indagini, coordinate dalla Procura di Venezia, si sono concentrate su un modus operandi spietato, che non ha risparmiato neppure le donne intente a portare i bambini a scuola, culminato in un'aggressione divenuta il caso simbolo dell'intera inchiesta.
L'episodio chiave a Torre di Mosto
Il fatto che, più di altri, ha attirato l'attenzione delle forze dell'ordine e permesso di ricostruire la filiera criminale è avvenuto a Torre di Mosto, dove il direttore di un supermercato è stato preso di mira dopo la chiusura dell'esercizio. L'uomo, infatti, è stato prima circondato e poi pesantemente percosso con un bastone e minacciato con un'arma somigliante a una pistola, subendo lesioni mentre il gruppo gli strappava di mano l'incasso della giornata. Questo attacco, oltre a confermare l'audacia dei malviventi, ha fornito ai investigatori elementi decisivi per tracciare i movimenti della banda, la quale agiva spesso nei parcheghi, luoghi di transito ritenuti ideali per tendere agguati rapidi e silenziosi.
Il quadro accusatorio e le vittime
L'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del tribunale di Venezia, grava sui due arrestati – un 37enne e un 31enne – per una lunga lista di reati commessi tra la fine del 2022 e l'estate del 2023. Alle loro spalle, secondo l'accusa, una catena di rapine aggravate e furti aggravati, tutti compiuti in concorso, ai danni principalmente di gestori di locali e ristoranti, figure tradizionalmente esposte perché solite movimentare contanti. La ferocia dei metodi, tuttavia, emerge con chiarezza dall'aggiunta del capo di lesioni personali aggravate, che dipinge un profilo criminale disposto a usare la forza in modo sistematico e senza esitazione. Di particolare gravità, poi, risultano gli episodi che hanno visto come obiettivo alcune madri, aggredite e derubate nelle fasce orarie dedicate all'accompagnamento dei figli agli istituti scolastici, un dettaglio che ha accentuato il senso di allarme tra i residenti.
L'operazione e i nuovi indagati
L'esecuzione delle misure cautelari, estesa anche alle province di Bolzano e Treviso, non ha riguardato soltanto i due finiti in carcere. I militari del Nucleo Investigativo di Venezia, supportati dalla Compagnia di Portogruaro, hanno infatti contestualmente denunciato a piede libero altri due uomini, di 55 e 51 anni, ritenuti coinvolti a vario Titolo nella stessa associazione a delinquere. A loro viene ascritto anche il reato di indebito utilizzo di strumenti di pagamento, il che suggerisce come il gruppo, dopo le rapine, tentasse di monetizzare il bottino sfruttando carte di credito o bancomat sottratti alle vittime. L'inchiesta, perciò, mentre chiude un primo capitolo repressivo con gli arresti, prosegue il suo corso per definire con precisione i ruoli di ciascuno e ricostruire l'intera sequenza di eventi che ha insanguinato il territorio.
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