Val di Susa, ripresi i lavori nel cantiere Tav di Chiomonte dopo la guerriglia. Resta alta la tensione con i No Tav
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Redazione Interno
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Il cantiere della Torino-Lione a Chiomonte, in Val di Susa, è tornato operativo dopo gli scontri dello scorso 25 luglio che avevano portato alla sospensione delle attività. Un nutrito dispositivo di forze dell'ordine – polizia e carabinieri – presidia l'area e gli accessi al cantiere, mentre a Venaus proseguono le iniziative dei manifestanti, sebbene in forma ridotta rispetto a quanto inizialmente programmato.
Gli attivisti, che avevano annunciato un "campeggio di lotta" di quattro giorni nella piana di Susa in collaborazione con esponenti dell'ex centro sociale Askatasuna, hanno dovuto rivedere i loro piani a causa delle ordinanze emanate dal prefetto di Torino, Donato Cafagna.
Le ordinanze del prefetto e lo spostamento a Venaus
La prefettura di Torino ha emesso una serie di provvedimenti d'urgenza per scongiurare il ripetersi degli episodi di violenza che sabato scorso hanno causato 148 feriti tra le forze dell'ordine e danni per oltre un milione di euro. Il divieto di campeggio libero è stato esteso inizialmente ai comuni di Susa e Bussoleno e, successivamente, anche a Venaus, con validità fino alle 7 di lunedì 3 agosto.
Un'altra ordinanza vieta, fino a cessate esigenze, di detenere oggetti atti a celare il volto, come passamontagna e caschi, e materiale contundente nei comuni di Bruzolo, Bussoleno, Chiomonte, Giaglione, San Didero e Susa. Un terzo provvedimento, infine, inibisce l'accesso a piedi in forma organizzata a una serie di strade e aree limitrofe ai cantieri di Susa, Giaglione e Chiomonte.
I No Tav, che avevano annunciato il loro "campeggio" in località Traduerivi, Coldimosso e San Giuliano, hanno risposto spostando il loro presidio a Venaus, dove hanno allestito un telone per ripararsi dalle intemperie ma senza montare le tende, come testimoniano le fonti sul posto.
"Violenza pianificata": la ricostruzione della procura
L'ordinanza con cui il gip del tribunale di Torino, Giulia Caveglia, ha disposto il carcere per due giovani tedeschi fermati dopo gli scontri, definisce quanto accaduto come un'"azione violenta preordinatamente concertata". Secondo la ricostruzione del gip, centinaia di manifestanti, divisi in gruppi e agendo in maniera organizzata, hanno forzato le recinzioni del cantiere in almeno tre punti, riuscendo a penetrare all'interno del perimetro.
L'obiettivo, si legge nel provvedimento, era arrecare il massimo danno possibile alle strutture e alle forze di polizia, e tale obiettivo "è stato in effetti raggiunto" vista l'entità dei danni e il numero dei feriti tra gli agenti. Le indagini della procura e delle forze dell'ordine proseguono per identificare i numerosi manifestanti che, con il volto coperto, hanno partecipato agli assalti.
Le difficoltà investigative sono notevoli, come ha sottolineato anche il sindaco di Borgone, Diego Mele, che ha dichiarato: "Il movimento No Tav è morto ieri, quando ha deciso di non prendere le distanze".
La testimonianza dell'infermiera della polizia e il clima in valle
A raccontare la drammaticità degli scontri è Maria Pagano, ispettore tecnico infermiere della polizia e sindacalista del Siap, in servizio da 26 anni e già presente a Chiomonte durante i primi scontri del 3 luglio 2011. "Ho perso il conto dei colleghi feriti in un attimo", ha dichiarato Pagano. "Non ci aspettavamo gli attacchi con le molotov. Colpisce soprattutto l'alto numero di ustionati e di contusi. Abbiamo finito tutto il materiale da medicazione, ne abbiamo dovuto comprare altro".
La sua testimonianza rende bene la dimensione della violenza che ha caratterizzato la giornata del 25 luglio, una violenza che, come ribadito dal presidente della Repubblica, mette in discussione le basi della convivenza democratica. Nonostante il divieto di campeggio, l'attenzione resta altissima e il clima in Val di Susa è di grande tensione; gli attivisti, dal canto loro, hanno annunciato che le iniziative di protesta proseguiranno, sfidando di fatto le ordinanze prefettizie.
Il cantiere e l'opera: i numeri della Torino-Lione
Mentre la tensione non accenna a placarsi in superficie, i lavori per la realizzazione della nuova linea ferroviaria procedono. Il direttore generale di Telt, Maurizio Bufalini, ha recentemente annunciato il completamento dello svincolo autostradale di Chiomonte, infrastruttura definita "fondamentale" per le forze dell'ordine e per il movimento dei materiali. A gennaio erano stati completati 46 chilometri di scavi (di cui 20 nel tunnel di base) e le lavorazioni erano al 28%.
L'opera, che dall'Italia richiede un investimento di oltre 6 miliardi di euro, prevede l'impiego di mille addetti fino al 2033, con la maxi-fresa che arriverà dalla Germania a marzo 2026 per iniziare lo scavo del tunnel di base. Il costo dell'opera è lievitato del 23% rispetto alle stime del 2020, come rilevato dalla Corte dei conti europea.
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