Marco Giallini operato al femore dopo una caduta causata da un cane

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La notizia si è diffusa nel pomeriggio, partita da un post pubblicato sui profili social di Mirko Frezza e Tullio Sorrentino, due colleghi e amici che in questi giorni condividono con lui il set valdostano. Marco Giallini, questo il succo del messaggio, è stato sottoposto a un intervento chirurgico presso l’ospedale Parini di Aosta, dove si trova ricoverato. L’incidente, come hanno raccontato i due attori in un video girato dalla struttura sanitaria, è avvenuto per una dinamica tanto banale quanto sfortunata: un cane gli è saltato addosso, lui ha perso l’equilibrio ed è caduto a terra, riportando la frattura della testa del femore. Le riprese della settima stagione di "Rocco Schiavone", la fiction Rai che lo vede protagonista e per la quale l’intera troupe si trova nel capoluogo, sono state ovviamente interrotte, e al momento non si hanno indicazioni precise su quando potranno riprendere.

La dinamica dell’infortunio e il racconto degli amici

La caduta, secondo le prime ricostruzioni confermate poi dai diretti interessati, è avvenuta in piazza Chanoux, il cuore pulsante di Aosta, a pochi passi dall’hotel che ospita l’attore. Giallini, uscito per recarsi sul luogo delle riprese, si è visto saltare addosso un cane, probabilmente un incontro casuale e giocoso che però ha avuto conseguenze drammatiche. Lo schianto al suolo, come spesso accade in questi casi, è stato particolarmente violento e si è concentrato sull’articolazione dell’anca. “Un cane gli è saltato addosso e cadendo si è rotto la testa del femore”, hanno spiegato Frezza e Sorrentino nel loro intervento social, parole che hanno fugato ogni dubbio sulla natura dell’accaduto, escludendo problemi di malori o altre cause. Nel video, i due hanno voluto tranquillizzare i fan e chi segue la serie: l’operazione è perfettamente riuscita, e l’attore, nonostante il dolore e il fastidio dell’immobilizzazione, sta bene e si riprenderà. All’immagine del video è seguita una fotografia che ritrae i tre insieme, un gesto di vicinanza e affetto che gli amici hanno voluto condividere con una didascalia in romanesco: “Nella buona e nella cattiva sorte sempre insieme. Nun t’accannamo”.

Lo stop forzato della serie e i tempi di recupero

Un infortunio di questo tipo, per un uomo di 62 anni come Giallini, non va sottovalutato. Sebbene l’intervento alla testa del femore sia una procedura ormai consolidata e l’attore sia in buone condizioni di salute, la convalescenza richiederà del tempo. I medici parlano di un periodo di riposo assoluto, a cui dovrà seguire una lunga fase di fisioterapia e rieducazione motoria per recuperare la piena funzionalità dell’arto. Questo significa, inevitabilmente, che la produzione della serie dovrà rivedere i propri piani. Le riprese, che erano iniziate da poche settimane e che secondo il programma originario sarebbero dovute durare diversi mesi, si trovano ora di fronte a un intoppo non da poco. Organizzare un set, con le sue complesse logiche di location, troupe e comparse, è un meccanismo delicato, e l’assenza forzata del protagonista impone una riprogrammazione che al momento è ancora tutta da definire. Non si sa, infatti, se la produzione opterà per una pausa in attesa del suo ritorno o se cercherà di riorganizzare il calendario girando scene che non lo vedono coinvolto.

Un incidente che arriva in un momento di piena attività

L’episodio è paradossale se si pensa che Giallini non stava girando alcuna scena d’azione, né era impegnato in acrobazie particolari. Si trovava semplicemente a piedi, diretto sul posto di lavoro, quando un gesto innocente come un cane che salta per gioco ha cambiato i piani. L’attore romano, che ormai da anni lega il suo volto a quello del vicequestore più amato e burbero della televisione italiana, si era stabilito ad Aosta per l’intera durata delle riprese, come accade ormai da tempo, trasformando la città in un set a cielo aperto. La sua presenza era stata accolta con affetto dai residenti, e l’intera macchina organizzativa era partita a pieno regime. Ora l’amichevole sostegno dei colleghi, che non lo hanno lasciato solo nemmeno in ospedale, diventa il simbolo di uno stop forzato che lascia l’amaro in bocca, ma su cui prevale, inevitabilmente, la preoccupazione per la sua pronta guarigione.

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