Marco Giallini operato al femore dopo una caduta, il chirurgo: “Già in piedi, presto inizierà a camminare”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’incidente, verificatosi ad Aosta dove l’attore era impegnato sul set della settima stagione di “Rocco Schiavone”, poteva avere conseguenze ben più serie, e invece, a poche ore dall’intervento chirurgico, le notizie che filtrano dall’ospedale Parini sono di quelle che i fan – numerosi e affezionati – speravano di ricevere. È stato il dottor Manuel Mancini, primario del reparto di ortopedia e chirurgo che ha operato Giallini, a fornire il bollettino medico, peraltro in una veste piuttosto inusuale: una videointervista pubblicata sui social network dai colleghi e amici dell’attore, Mirko Frezza e Tullio Sorrentino, compagni di set nella fiction tratta dai romanzi di Antonio Manzini. La dinamica, ormai nota, è stata quella di una caduta accidentale, ma la prognosi, come spiegato dal medico, lascia ben sperare per un recupero in tempi ragionevoli.

Il dottor Mancini, con la pacatezza e la precisione di chi è abituato a dare notizie delicate, ha descritto l’intervento a cui è stato sottoposto l’attore romano: si è trattato di una frattura scomposta del collo del femore, un infortunio piuttosto serio per un uomo di sessantatré anni, seppur in buona salute come Giallini, risoltosi con l’applicazione di una protesi d’anca. L’operazione, ha tenuto a sottolineare il primario, è perfettamente riuscita, e già nelle ore successive al risveglio dall’anestesia, il paziente è stato fatto alzare dal letto – un passaggio cruciale, questo, per favorire una pronta riabilitazione e scongiurare complicanze post-operatorie legate all’immobilità. “L’ho già messo in piedi”, ha dichiarato Mancini nel video, “e dovrebbe iniziare presto a camminare col fisioterapista”.

Se la diagnosi e l’esito dell’operazione sono stati resi noti direttamente dalla struttura sanitaria, la ricostruzione dell’incidente porta invece la firma degli amici e colleghi, che hanno voluto subito condividere con il pubblico quanto accaduto, placando così le prime voci e le comprensibili preoccupazioni. È stato Mirko Frezza, volto noto della serie nel ruolo di Furio Lattanzi, a raccontare che la caduta è avvenuta per via di un cane – di grossa taglia, come poi emerso – che, saltando addosso all’attore, lo ha fatto rovinare a terra in piazza Chanoux, nel centro del capoluogo valdostano, mentre Giallini stava probabilmente uscendo dall’albergo in cui alloggia durante le riprese. Un impatto violento, tanto da rendere necessario il trasporto immediato in ospedale e un intervento d’urgenza.

La dinamica della caduta e la solidarietà dei colleghi

A gettare ulteriore luce su quei momenti di concitazione è stato lo stesso proprietario dell’animale, un uomo che conosce Giallini da alcuni anni, da quando l’attore frequenta la Valle d’Aosta per girare la serie. In un’intervista rilasciata ai microfoni della Tgr, l’uomo, visibilmente scosso e dispiaciuto, ha voluto chiarire la dinamica, parlando di un gesto istintivo del cane, spavestatosi per qualcosa, che ha causato lo spostamento improvviso dell’animale verso l’attore, cogliendolo impreparato e facendolo cadere all’indietro. “Ho chiamato io i soccorsi”, ha spiegato l’uomo, “e ho già segnalato il sinistro all’assicurazione”, un passaggio, questo, doveroso considerando l’obbligo di copertura per i possessori di cani di grossa taglia e, soprattutto, la volontà di farsi carico delle conseguenze di un incidente che, per quanto accidentale, ha avuto un epilogo così delicato. Una testimonianza che restituisce il clima di normale quotidianità in cui è maturato l’infortunio, lontano dai riflettori e dalle dinamiche di set.

Nel frattempo, la solidarietà del mondo dello spettacolo e dei colleghi si è concretizzata nella vicinanza costante di Frezza e Sorrentino, che hanno pubblicato uno scatto che li ritrae tutti e tre nel reparto di degenza, con Giallini allettato ma sorridente, accompagnato da un messaggio affettuoso in dialetto romano: “Nella buona e nella cattiva sorte sempre insieme, nun t’accanamo”. Un gesto che testimonia un’amicizia vera, capace di trasformare un momento di difficoltà in un’occasione per stemperare la tensione con ironia, pur nella consapevolezza della gravità di quanto accaduto. L’interruzione delle riprese, inevitabile data l’assenza del protagonista, è stata confermata, ma la produzione – al momento – osserva un silenzio stampa in attesa di capire i reali tempi di recupero dell’attore e, di conseguenza, la possibilità di riorganizzare il calendario delle lavorazioni.

Il bollettino medico e il percorso di riabilitazione

L’azienda sanitaria locale, attraverso un comunicato ufficiale, ha poi fornito un quadro clinico dettagliato e rassicurante, parlando di un decorso post-operatorio regolare e sotto stretto monitoraggio, con condizioni generali buone e stabili e, cosa più importante, senza alcuna complicanza rilevata. Il dottor Mancini, coadiuvato nell’intervento dai colleghi ortopedici Renato Matteotti e Andrea Masotti, ha spiegato che il paziente ha già iniziato una mobilizzazione assistita nelle primissime ore successive all’intervento, e che nei prossimi giorni verranno valutati i progressi funzionali per avviare un percorso riabilitativo graduale e mirato. Un iter standard, questo, per chi subisce l’impianto di una protesi d’anca, ma che in un soggetto attivo come Giallini lascia presagire una ripresa piuttosto rapida, seppur nel rispetto dei tempi fisiologici di guarigione.

A rendere ancora più singolare la vicenda, e a testimoniare la competenza del chirurgo che ha operato l’attore, è emerso un dettaglio curioso: il dottor Mancini, infatti, non è nuovo a interventi su personalità di rilievo. Fu lui, nel lontano 2009, a operare papa Benedetto XVI, all’epoca Joseph Ratzinger, per una frattura al polso rimediata durante una vacanza in Valle d’Aosta, un precedente che Mirko Frezza, con la sua verve ironica, non ha mancato di ricordare durante la videointervista, strappando un sorriso imbarazzato al medico. Un aneddoto che, se da un lato sottolinea la professionalità dell’équipe medica, dall’altro contribuisce a umanizzare un momento altrimenti segnato dalla freddezza del bollettino sanitario, restituendo l’immagine di un Giallini circondato dall’affetto sincero di chi gli è accanto, dentro e fuori dal set.

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