Vacanze estive, il caro-volo triplica e i prezzi salgono del 74%: così gli italiani accorciano i soggiorni
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Redazione Economia
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Se nel 2016 per un volo nazionale si spendeva poco più di un centinaio di euro, oggi per la stessa tratta il biglietto può arrivare a costare quasi trecento euro, una cifra che, in molti casi, ha letteralmente rivoluzionato le scelte dei vacanzieri italiani. I rincari, del resto, non si fermano certo ai soli trasporti aerei: un pernottamento in albergo, la spesa al supermercato per acquistare della frutta fresca o anche un semplice gelato consumato sul lungomare incidono in maniera ben più pesante sul bilancio familiare rispetto a dieci anni fa.
Secondo le rilevazioni del Centro di formazione e ricerca sui consumi, il prezzo dei biglietti per i voli domestici è quasi triplicato nell'arco dell'ultimo decennio, e questo aumento vertiginoso rappresenta soltanto la punta dell'iceberg di un trend che ha riguardato l'intero comparto turistico.
I rincari del trasporto e degli alloggi
Analizzando i dati in dettaglio, emerge che la componente abitativa della vacanza ha subito rincari significativi, seppure con intensità diverse a seconda della tipologia di struttura scelta. Dormire in una camera d'albergo, ad esempio, oggi costa il 69% in più rispetto a dieci anni fa, un balzo notevole che ha spinto molte famiglie a riconsiderare le proprie opzioni di soggiorno.
In controtendenza, se così si può dire, i listini di villaggi vacanza e campeggi sono saliti soltanto del 22%, una percentuale che, per quanto inferiore, non rappresenta certo un'eccezione alla regola del caro-vacanze. Chi opta per i pacchetti tutto compreso, invece, deve fare i conti con un rincaro medio del 46% in dieci anni, una cifra che dimostra come la comodità del "tutto incluso" abbia un prezzo sempre più elevato e come gli operatori del settore abbiano adeguato le loro tariffe alle dinamiche inflazionistiche generali.
Il carrello della spesa in vacanza
Ma le cattive notizie per chi parte non arrivano soltanto dal fronte dei trasporti e degli alloggi, perché anche il semplice atto di fare la spesa durante i giorni di ferie è diventato un'operazione ben più onerosa rispetto a un decennio fa. I pomodori, ingrediente immancabile dell'estate italiana, segnano un aumento dei prezzi del 74% in dieci anni, un dato che fa riflettere sulla crescita esponenziale dei costi degli alimenti di base. L'insalata, che spesso accompagna i pasti leggeri delle giornate calde, costa in media il 41% in più, mentre la frutta fresca fa registrare un +39,8%.
Per quanto riguarda i gelati, quel piacere estivo per eccellenza, il rincaro si attesta al 36%, una percentuale che, unita alle altre, dipinge un quadro economico piuttosto complesso per chiunque voglia concedersi una pausa al mare o in montagna senza rinunciare ai piccoli piaceri della tavola.
Come cambiano le abitudini degli italiani
Di fronte a questa escalation generalizzata dei prezzi, che ha investito in modo capillare sia i servizi che i beni di consumo legati al turismo, le famiglie italiane hanno dovuto necessariamente rivedere le proprie abitudini e, in molti casi, ridimensionare le proprie aspettative per le vacanze estive. Se dieci anni fa un italiano medio poteva permettersi un viaggio della durata di circa undici giorni, concentrato quasi esclusivamente nel mese di agosto quando le tradizioni lavorative e sociali imponevano la chiusura collettiva, oggi la musica è profondamente cambiata.
I viaggi sono diventati più corti, riducendosi a soggiorni di tre o quattro notti fuori casa al massimo, e vengono programmati con maggiore flessibilità nei mesi di giugno, luglio e settembre, quando le tariffe delle strutture ricettive e dei trasporti tendono ad abbassarsi rispetto ai picchi di ferragosto.
Questa modifica delle abitudini, dettata da una necessità puramente economica, dimostra come il caro-vacanze abbia inciso in maniera strutturale sul modo di vivere il tempo libero degli italiani, costringendo molti a rinunciare al lungo periodo di riposo estivo per prediligere soluzioni più brevi e distribuite lungo l'arco della stagione.
Le rilevazioni del Centro di formazione e ricerca sui consumi, del resto, confermano questo trend in modo inequivocabile, fotografando una realtà in cui i rincari hanno ormai modificato in modo permanente le scelte dei viaggiatori, che si trovano a dover bilanciare il desiderio di evasione con le sempre più stringenti esigenze di un portafoglio messo a dura prova da un decennio di aumenti.




