Leone XIV, pronto il suo ritratto da inserire assieme a quello degli altri pontefici a San Paolo, la basilica romana della leggenda 'nera'
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Redazione Esteri
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Papa Leone ha potuto visionare, stamattina nell’auletta dell’Aula Paolo VI, il tondo musivo appena ultimato, un'opera che, seguendo una tradizione secolare, viene realizzata dopo l’elezione di ciascun pontefice. Il clipeo, che presenta il suo ritratto a mezzo busto su un caratteristico fondo oro, è stato confezionato dallo Studio del Mosaico Vaticano della Fabbrica di San Pietro, il quale ha impiegato otto mesi di lavoro per concludere un'operazione di alta artigianalità, realizzata con smalti vetrosi e tessere dorate su una struttura metallica. Il diametro dell'opera, che misura 137 centimetri, la rende perfettamente armonica con la serie già esistente, mostrando i tratti ben noti del Papa con una fedeltà che solo la tecnica musiva può garantire.
La destinazione lungo la navata di San Paolo
Il mosaico, come da prassi consolidata, è destinato a un posto d’onore nella basilica di San Paolo Fuori le Mura, e verrà collocato in uno spazio precedentemente vuoto della navata destra. La sua posizione, che si trova a un’altezza di circa tredici metri dal pavimento, sarà proprio accanto al ritratto del predecessore, Papa Francesco, permettendo così di proseguire idealmente quella galleria di immagini che, in ordine cronologico, accompagna i fedeli lungo la maestosa navata. La commissione dell’opera, che segue puntualmente ogni elezione papale, è stata effettuata su richiesta del cardinale arciprete della basilica, il quale ha curato l’intero iter affinché la tradizione venisse rispettata nei tempi dovuti.
Una tradizione che affonda le radici nella storia
La consuetudine di apporre il ritratto musivo del nuovo vescovo di Roma nella basilica ostiense risale a tempi antichissimi, creando un legame visivo e duraturo tra il Papa e il luogo che custodisce, secondo la tradizione, la tomba dell’Apostolo delle Genti. La serie inizia, non a caso, con un tondo dedicato a San Pietro, collocato a destra dell’abside, e si sviluppa nei secoli fino all’ultima realizzazione, che è appunto quella dedicata a Leone XIV. Questo progetto, oltre a rappresentare un atto di omaggio, costituisce anche una testimonianza artistica di inestimabile valore, poiché ogni ritratto riflette lo stile e le capacità tecniche della scuola musiva vaticana del suo tempo, conservando così per i posteri le sembianze dei pontefici.
La preparazione per la solenne celebrazione
Per la fine del mese, in occasione della celebrazione della Conversione di San Paolo che il Papa solitamente presiede il 25 gennaio, tutto sarà pronto in basilica per accogliere la nuova effigie. L’opera, infatti, sarà già applicata sulla parete designata, completando così il percorso iconografico nella navata e aggiungendo un tassello fondamentale a una collezione unica al mondo. Questo attento lavoro di collocazione, che richiede precisione e rispetto per il contesto architettonico, conclude un processo iniziato con l’elezione del Pontefice e si inserisce in una cornice di solennità che unisce arte, fede e memoria storica in un unico, significativo gesto.




