Borse europee caute, petrolio in rialzo pesa sui mercati. Milano piatta, spread in lieve rialzo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Si muove all'insegna della prudenza la seduta odierna delle principali borse europee, con Piazza Affari che si allinea alla cautela imperante sul Vecchio Continente scambiando sostanzialmente sulla linea di parità dopo un avvio incerto. A pesare sugli umori degli investitori, in una giornata che si preannunciava già di transizione in attesa dei dati sull'inflazione americana in arrivo mercoledì, è il nuovo e deciso rialzo del petrolio, che ha fatto vacillare i mercati azionari e ha contestualmente spinto verso l'alto i rendimenti obbligazionari.

Il mancato raggiungimento di un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz ha infatti alimentato le preoccupazioni riguardo l'offerta di greggio, con il Brent che è schizzato oltre la soglia degli 85 dollari al barile e il gas che ha sfondato quota 60 euro al megawattora, toccando un picco di 60,48 euro con un balzo dell'8,89%, rinnovando i timori che la Federal Reserve possa essere costretta a intervenire nuovamente sui tassi di interesse nel corso dell'anno, nonostante il recente e atteso rallentamento del mercato del lavoro statunitense.

Wall Street incerta, Europa gira in calo

L'avvio negativo di Wall Street, con l'S&P-500 che si muove vicino alla parità senza una direzione precisa, ha finito per contagiare anche le piazze finanziarie europee, invertendo la tendenza di un avvio che si presentava già cauto. Londra cede lo 0,35%, mentre Milano arretra dello 0,16%; Parigi e Francoforte, dopo un avvio contrastato, viaggiano piatte risentendo della medesima pressione esercitata dall'energia.

La mancanza di una soluzione diplomatica per lo Stretto di Hormuz, una delle principali arterie per il transito del greggio a livello globale, continua a tenere alta la tensione, e gli operatori guardano ora con apprensione ai prossimi dati macroeconomici, in particolare quelli sull'inflazione americana che potrebbero fornire ulteriori indicazioni sulle mosse della banca centrale statunitense.

Record per il FTSE MIB, focus su STMicroelectronics ed Enel

Nonostante la giornata di cautela generalizzata, il FTSE MIB continua a muoversi su livelli da record, supportato dai buoni andamenti di alcuni dei suoi pesi massimi, in particolare nel comparto energetico e tecnologico. Sul fronte dei singoli titoli, l'attenzione degli analisti è concentrata su STMicroelectronics, che dopo un lungo rally e una successiva fase di correzione sembra aver trovato un solido supporto.

L'analisi del grafico weekly del titolo STMMI mostra un quadro interessante: la vera e propria leg rialzista era partita lo scorso autunno, per poi accelerare nel marzo del 2026, quando il titolo ha messo a segno ben dodici settimane consecutive in verde; dopo aver toccato il massimo storico (ATH) a giugno, è iniziata una fase di contrazione che ha riportato le azioni fino all'area di supporto dei 45 euro, area dalla quale adesso il titolo sta rimbalzando, segnale che molti interpretano come una possibile inversione di tendenza a breve termine.

Allo stesso modo, Enel continua a rappresentare un pilastro per l'indice milanese, contribuendo a sostenere la piazza finanziaria in una fase di leggera flessione generalizzata.

Petrolio e gas mettono sotto pressione le aspettative sulla Fed

La dinamica dei prezzi dell'energia sta quindi giocando un ruolo chiave nel determinare l'umore dei mercati, con gli investitori che valutano attentamente le implicazioni di un rincaro delle materie prime sull'inflazione e, di conseguenza, sulle politiche monetarie.

Il recente rallentamento del mercato del lavoro negli Stati Uniti, che aveva inizialmente fatto sperare in un allentamento della stretta monetaria, sembra ora essere passato in secondo piano di fronte alla nuova impennata del costo dell'energia, che potrebbe indurre la Fed a mantenere o addirittura aumentare il costo del denaro per contenere le pressioni inflazionistiche.

In questo contesto, lo spread tra i titoli di Stato italiani e tedeschi ha mostrato un lieve rialzo, seppur contenuto, attestandosi su valori che continuano a essere monitorati con attenzione dagli operatori, mentre l'euro si mantiene stabile sul dollaro USA, in attesa di nuovi spunti direzionali che potrebbero arrivare proprio dai dati sull'inflazione attesi a metà settimana.

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