La reinterpretazione artigianale della Ferrari Testarossa, che diventa Targa
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Nell’ambito del Concours d’Elegance di Mariënwaerdt, tenutosi nei Paesi Bassi tra il 12 e il 14 settembre, l’atelier automobilistico Niels van Roij Design ha presentato una creazione che, pur non essendo una novità in senso stretto, rappresenta una radicale e raffinata evoluzione di un’icona. Stiamo parlando della Guida Touring Sport, una one-off che trasforma la celeberrima Ferrari Testarossa in una inedita versione Targa. Un intervento, questo, che si distingue per il suo approccio rispettoso verso le linee originali del modello, riuscendo al contempo a infondere un carattere di esclusività e di apertura che la vettura degli anni Ottanta non possedeva. L’operazione, come è facile immaginare, richiede una maestria progettuale non comune, soprattutto quando l’oggetto della modifica è un’automobile il cui design, caratterizzato dai celebri sfoghi laterali e dalla coda tronca, è scolpito nella memoria collettiva.
La Testarossa, prodotta dal 1984 al 1996 e resa immortale da apparizioni televisive come in "Miami Vice", viene dunque riletta attraverso una soluzione tecnica che ne preserva l’impronta sportiva mentre ne amplifica la fruibilità. La trasformazione in Targa, che elimina la parte superiore del tetto rendendola amovibile, è stata condotta con un’attenzione maniacale ai dettagli, affinché il profilo della vettura non risulti alterato nella sua essenza più pura. Si tratta di un’operazione di carrozzeria di alto artigianato, la quale dimostra come, anche su progetti considerati intoccabili, sia possibile intervenire con eleganza e senza tradire lo spirito originario. Del resto, lo studio olandese, guidato da Niels van Roij, ha già costruito la sua reputazione proprio su reinterpretazioni personalizzate di modelli classici.
Parallelamente a questa iniziativa indipendente, la Casa di Maranello ha recentemente svelato la nuova Ferrari 849 Testarossa, erede delle SF90 Stradale e Spider, la quale si riappropria di un nome mitico per un’auto ibrida dalla potenza impressionante, che sfiora i 1050 cavalli. Questo nuovo modello, che omaggia la "Tipo F110" degli anni Ottanta, conferma come il legame della Ferrari con la sua storia sia sempre vivo, sebbene declinato attraverso le più avanzate tecnologie. La scelta del nome non è casuale, ma anzi stabilisce un ponte ideale tra due epoche molto diverse della produzione automobilistica, unendo la forza di un’icona del passato con le prestazioni dell’ingegneria contemporanea.




