Gp di Monza, la pole a sorpresa di Gasly: il francese dell'Alpine beffa Russell e le Ferrari

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nella lotta che si preannunciava serrata tra le due forze in campo, la Mercedes e la Ferrari, è arrivato a inserirsi il nome che nessuno si aspettava, o forse qualcuno, nei meandri dei pronostici, sospettava potesse essere quello giusto: Pierre Gasly, alla guida di un'Alpine che quest'anno non ha mai davvero brillato per costanza di risultati, ha stampato un giro perfetto nella Q3, centrando la pole position per il Gran Premio d'Italia.

Il francese, che sul circuito brianzolo ha già scritto una pagina indelebile della sua carriera nel 2020, quella della prima e unica vittoria in Formula 1, ha ripetuto il colpo a distanza di sei anni, con un tempismo perfetto e un pizzico di quella follia che rende questo sport così imprevedibile. George Russell, sulla Mercedes, ha dovuto accontentarsi della prima fila, mancando il bersaglio per sessanta millesimi, un margine che al termine delle qualifiche lascia un retrogusto amaro ma che, a guardare le facce nel box della stella a tre punte, non è stato percepito come un dramma, anzi.

Il clamoroso colpo dell'Alpine e la delusione rossa

Il predellino della griglia di partenza, per una domenica che si preannuncia infuocata, avrà quindi il colore del blu francese, quello dell'Alpine, che ha saputo giocare al meglio le proprie carte in un sabato pomeriggio dove le condizioni della pista e l'evoluzione delle gomme hanno giocato un ruolo determinante.

Mentre tutti gli occhi erano puntati sul duello tra le frecce d'argento e le vetture di Maranello, in casa Ferrari la delusione è stata palpabile, con i due piloti costretti a rincorrere da posizioni meno nobili del previsto, vittime di un assetto forse troppo conservativo o di un semplice errore di valutazione sul passo giusto da tenere nel momento cruciale.

Per Gasly, che abita stabilmente a Milano da diversi anni, in un appartamento non lontano dal Parco Sempione, questa pole ha un sapore speciale, quasi una rivincita personale dopo le traversie incontrate ad inizio stagione e dopo la rabbia per il podio sfumato a Montecarlo, per un contatto che lo aveva tagliato fuori dalla lotta proprio quando sembrava avvicinarsi al traguardo.

La sua, per tutti gli addetti ai lavori, è la classica prestazione da underdog: quel pilota capace di portare al limite una monoposto che lotta per le posizioni di centro classifica, esaltandosi nei circuiti che gli regalano maggior feeling.

Gasly, da Rouen a Milano con la forza delle rinascite

Nato a Rouen, la città simbolo di Giovanna d'Arco e resa celebre dalle pennellate di Monet sulla sua cattedrale, Gasly ha trovato la sua dimensione ideale in Italia, un paese che per chi corre è quasi d'obbligo frequentare. Il francese ha scelto di vivere nel capoluogo lombardo dopo il primo trasferimento a Bologna, quando era ancora nei ranghi del vivaio Red Bull e la sua base operativa era la fabbrica di Faenza, sede dell'Alpha Tauri.

Sei anni fa, quel 6 settembre 2020, in pieno clima pandemico, fu proprio lui a vincere una gara folle sul Tempio della Velocità, un risultato che sembrava irripetibile e che invece oggi, almeno parzialmente, trova una sua continuità in questa pole position. Dopo quel trionfo, la carriera di Pierre è stata un susseguirsi di alti e bassi, con la promozione in Red Bull e il successivo epilogo a metà della stagione 2019, quando la scuderia madre lo ha rimpiazzato e rispedito alla base, nella squadra "scuola" del gruppo, un trasferimento che molti interpretarono come una bocciatura.

Invece, proprio lì, a Faenza, ha ricostruito la sua carriera, pezzo dopo pezzo, dimostrando una maturità e una costanza che oggi lo hanno portato a guidare il gruppo davanti a tutti, con la sua Alpine che ha tirato fuori il coniglio dal cilindro nel momento più importante.

Il punto di vista di Briatore e le conseguenze della griglia

Nell'immediatezza della prestazione, le parole di Flavio Briatore, consulente di lusso per la scuderia transalpina, hanno sottolineato come in questo sport non si debba mai abbassare la guardia: "Bisogna sempre reagire", ha detto, quasi a voler enfatizzare la capacità della squadra di non lasciarsi condizionare dalle posizioni di classifica e di aver lavorato sottotraccia per preparare questo exploit.

Russell, dal canto suo, aveva provato a giocarsi la carta della scia, come spesso accade a Monza, cercando di sfruttare il vantaggio aerodinamico per limare quel decimo che poi è risultato fatale, ma la sua W17 aveva un assetto da gara che forse non gli ha consentito di spremere il massimo in un singolo giro secco, e Toto Wolff, il team principal, non ha nascosto la propria delusione con un pugno sul computer al momento della verità.

La Ferrari, che fino a quel momento aveva coltivato speranze di un podio tutto italiano, si ritrova invece a dover rivedere le proprie strategie per una rimonta che appare obbligata, in un circuito dove la velocità di punta e l'efficienza aerodinamica fanno la differenza e dove il fattore sorpresa potrebbe ancora giocare un ruolo chiave nella domenica.

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