Guida ad Art City 2026 e Art White Night: la mappa delle mostre e degli eventi da non perdere
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Dal 5 all’8 febbraio 2026, Bologna si trasformerà, per la quattordicesima volta consecutiva, in un vasto e articolato laboratorio dedicato all’arte contemporanea, grazie ad Art City, il programma promosso dal Comune con il sostegno di BolognaFiere. L’iniziativa, che affianca come da tradizione Arte Fiera – la cui prima direzione affidata a Davide Ferri, in collaborazione con Enea Righi, si inaugurerà con una preview il 5 per proseguire fino all’8 – si configura non come un semplice corollario, bensì come una proposta autonoma e diffusa che mira a far dialogare le opere con gli spazi più significativi della città. Lorenzo Balbi, direttore della rassegna, conferma l’intenzione di lavorare su Bologna concepita come uno spazio critico e poroso, dunque attraversabile in ogni sua parte, dove i confini tra istituzioni, saperi e pubblico tendono a sfumarsi.
I luoghi inediti dell’arte
Il percorso, che si dipana tra sedi accademiche, palazzi storici e fondazioni, include alcuni ambienti solitamente non accessibili o poco frequentati dal grande pubblico dell’arte. Si potranno visitare, tra gli altri, l’Aula Alessandro Ghigi dell’ex Istituto di Zoologia, l’atrio maestoso dell’ex Facoltà di Ingegneria e la Sala della Boschereccia di Palazzo Hercolani, ciascuno dei quali offrirà una cornice carica di storia alle installazioni contemporanee. Non mancheranno, poi, il suggestivo Teatro Anatomico della Biblioteca comunale dell’Archiginnasio, la Fondazione Federico Zeri, il Laboratorio didattico del Distretto Navile e l’Aula Magna della Biblioteca Universitaria, in un itinerario che promette continue scoperte e suggestioni.
Il filo conduttore dell’Alma Mater
Se le edizioni precedenti hanno omaggiato, due anni fa, Giorgio Morandi e, lo scorso anno, le porte della città, il 2026 segna una decisa svolta verso i luoghi simbolo dell’Alma Mater Studiorum. L’incrocio tra il programma di Art City e gli spazi universitari, che sarà particolarmente evidente durante la consueta Notte bianca dell’arte in calendario per sabato 7 febbraio, intende svelare un volto inedito dell’ateneo. Come ha sottolineato il rettore Giovanni Molari, si tratta di un’occasione preziosa per aprire le porte del sapere accademico e farne vivere gli ambienti sotto una luce diversa, quella dell’indagine artistica contemporanea, invitando cittadini e visitatori a un'esperienza di conoscenza insolita e permeabile.
Una città illuminata di nuove prospettive
L’effetto complessivo, che si riverbererà per l’intera durata della manifestazione, sarà quello di una città accesa da una luce nuova, capace di far riscoprire il patrimonio architettonico e culturale attraverso linguaggi altri. Il cartellone, che eviterà deliberatamente di concentrarsi in un unico polo espositivo, punta invece a generare un flusso continuo di pubblico tra il centro e le sue aree limitrofe, stimolando una riflessione sulla capacità dell’arte di rigenerare la percezione degli spazi comuni. L’obiettivo, senza bisogno di ricorrere a retoriche celebrative, è proprio quello di abitare temporaneamente questi luoghi con sguardi differenti, trasformando Bologna in un palcoscenico vivo e dinamico dove la creatività si misura direttamente con la stratificazione della storia.




