Exibart onpaper 132 e il caos creativo della Milano Art Week 2026

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Milano, in questi giorni, assomiglia a una partitura musicale su cui troppe note sono state scritte una sopra l’altra: fiere, mostre private, performance e installazioni pubbliche si addensano fino a diventare quasi impossibili da tenere insieme, eppure è proprio da questa tensione – quasi una dissonanza controllata – che emerge l’energia raccontata nel nuovo numero cartaceo di Exibart onpaper 132. Lo si trova da domani nello stand della testata a miart, ma anche negli spazi culturali sparsi per la penisola e online; si tratta di un racconto cartaceo che prova a mettere ordine – senza mai riuscirci del tutto, e forse è questo il suo pregio – nel panorama frammentato di una città che vive la sua settimana più intensa dedicata all’arte contemporanea.

La Milano Art Week 2026, numeri e nervature di una decima edizione

Dal 13 al 19 aprile, la decima edizione della Milano Art Week trasforma il capoluogo lombardo in un unico, grande organismo espositivo diffuso. Promossa dal Comune e coordinata da Arte Totale ETS, l’iniziativa conta oltre 490 appuntamenti sparsi tra musei, fondazioni e gallerie private: un numero imponente che, lungi dal rappresentare un semplice record statistico, segnala piuttosto la saturazione di un sistema in continua fibrillazione creativa. Senza contare gli eventi collaterali che proliferano nelle periferie e negli spazi indipendenti, il calendario ufficiale offre già di per sé un ventaglio talmente ampio da rendere fisicamente impossibile per un singolo visitatore – sia esso un curatore o un semplice appassionato – assistere a tutto, obbligando a scelte drastiche e a un consumo frammentato dell’offerta culturale.

Miart 2026, il jazz di Coltrane e la nuova sede alla South Wing

Il fulcro di questa congestione creativa rimane naturalmente miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea giunta alla sua trentesima edizione. Diretta da Nicola Ricciardi, la manifestazione apre ufficialmente al pubblico da venerdì 17 a domenica 19 aprile, con una VIP preview riservata agli addetti ai lavori il giorno 16; la vera novità, però, è il trasferimento nella nuova sede della South Wing di Allianz MiCo, uno spazio architettonico affacciato sul quartiere CityLife che viene descritto dai promotori come “uno spartito bianco” pronto a essere interpretato. Il titolo scelto per il 2026, “New Directions”, non è un semplice slogan ma un omaggio esplicito all’omonima raccolta di incisioni realizzate nel 1963 da John Coltrane (1926-1967), in occasione del centenario della sua nascita: un modo per assimilare la capacità del jazz di convertire uno standard conosciuto in terreno fertile per l’innovazione, spingendo gallerie e artisti a uscire dagli schemi consueti. In fiera si contano circa 160 gallerie provenienti da 24 Paesi – un numero leggermente ridotto rispetto al passato, ma compensato da una selezione più rigorosa – che occupano tre livelli espositivi articolati come un percorso progressivo, lontano dalla logica lineare dei classici padiglioni fieristici.

Mostre, performance e l’affollamento culturale in città

Oltre ai padiglioni di miart, la città si anima con installazioni site-specific e aperture straordinarie che occupano ogni angolo del tessuto urbano. Ci sono le grandi mostre nei musei istituzionali e quelle più intime nelle gallerie del centro, senza dimenticare i progetti speciali che nascono proprio in occasione di questa settimana; se da un lato questa abbondanza testimonia la buona salute del sistema artistico milanese, dall’altro solleva una domanda implicita a cui Exibart onpaper 132 cerca di dare una forma: quanto è ancora possibile “tenere insieme” tutto questo senza perdere di vista la qualità dell’esperienza? Il numero cartaceo, che si trova in distribuzione da domani, scevolge questa domanda non attraverso una risposta secca, ma attraverso le immagini e i racconti di chi l’arte la fa e la osserva, lasciando che sia il lettore a orientarsi nel caos.

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