Atletico Madrid-Barcellona 1-2: l’errore di Araujo al 97’ che vale una semifinale
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Redazione Sport
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Non bastano una rimonta parziale firmata Lamine Yamal e Ferran Torres, né un possesso palla bulgaro del 70 per cento, a cancellare il 2-0 incassato al Camp Nou una settimana fa. Il Barcellona esce dalla Champions League ai quarti di finale per mano dell’Atletico Madrid, lo stesso club che già in passato (per la precisione in tre diverse occasioni) aveva interrotto il cammino europeo dei blaugrana in questo turno. La notte del Riyadh Air Metropolitano si chiude con un 2-1 per gli ospiti che sa di beffa: la squadra di Simeone, nonostante la sconfitta interna, stacca il pass per la semifinale grazie al 3-2 complessivo nell’aggregato dei due confronti.
La furia di Yamal e l’ingenuità di Lenglet regalano l’illusione
L’avvio dei catalani è una vera e propria valanga. Passano appena trenta secondi e Juan Musso, il portiere argentino che sarà il vero protagonista della notte, deve già opporsi a una percussione centrale di Yamal. Il giovane attaccante, però, non ci sta e al 4’ sblocca il punteggio sfruttando una leggerezza imperdonabile del difensore francese Lenglet, ex di turno molto contestato. Rubata palla a centrocampo, l’azione si sviluppa in verticale: Ferran Torres serve di prima il compagno, che supera l’estremo difensore in uscita con un tocco sotto misura. Pochi minuti dopo, al 24’, è proprio Ferran Torres a raddoppiare: un sinistro potente che si infila all’incrocio dei pali, complice una difesa locale che appare frastornata e incapace di arginare la pressione avversaria. L’illusione del sorpasso nell’aggregato, però, dura appena lo spazio di un intervallo.
Lookman e la parata di Musso: l’anima dell’Atletico tiene in piedi il muro
Quando il Barcellona sembra a un passo dal tracollo definitivo dei colchoneros, arriva la reazione d’orgoglio che contraddistingue la gestione Simeone. Al 31’, Marcos Llorente scende sulla fascia e mette in mezzo un rasoterra preciso per Ademola Lookman; l’attaccante non trattiene l’impulso e di prima intenzione ristabilisce il vantaggio complessivo per i padroni di casa. La svolta vera, però, è difensiva e porta la firma di Musso. Il portiere si esibisce in almeno tre interventi decisivi, tra cui un miracolo a bruciapelo su colpo di testa di Fermin Lopez che lascia il giocatore a terra sanguinante per la botta ricevuta. “Musso è stato una diga”, si legge nelle cronache spagnole, e la sua prestazione diventa il simbolo di una qualificazione costruita più sulla resilienza che sulla brillantezza tattica.
L’espulsione di Garcia e l’occasione divorata da Araujo nel recupero
La partita, nella ripresa, cambia volto anche a causa di un episodio arbitrale pesante. Al 79’, l’arbitro espelle Eric Garcia: il difensore, ultimo uomo, abbatte Sorloth in ripartenza negandogli una chiara occasione da gol. Da quel momento, il Barcellona gioca in inferiorità numerica, gettando tutte le energie residue in attacchi disperati e convulsi. E proprio allo scadere, quando il cronometro segna 97 minuti, si presenta l’occasione della vita: il difensore Ronald Araujo, pescato in area su un traversone, si ritrova a tu per tu con la porta a pochi passi dalla linea di fondo. Il colpo di testa, a dir poco rocambolesco, si perde clamorosamente sopra la traversa. Un errore che pesa come un macigno, quello di Araujo, e che condanna il Barcellona all’eliminazione.
La statistica che conferma il tabù e l’attesa per Arsenal o Sporting
Per il Barcellona si tratta della terza eliminazione consecutiva ai quarti di finale per mano dell’Atletico Madrid, un tabù che conferma la superiorità nei confronti incrociati nei turni ad eliminazione diretta. I blaugrana hanno concluso la gara con il 70% di possesso palla e otto tiri nello specchio della porta, ma si sono scontrati contro una difesa ermetica e un portiere in stato di grazia. L’Atletico Madrid, dal canto suo, torna così a giocarsi una semifinale di Champions League dopo un lungo digiuno: l’avversaria uscirà dal confronto tra Arsenal e Sporting Lisbona, con i londinesi che hanno portato a casa l’1-0 nella gara d’andata in Portogallo. Per Simeone, ancora una volta, la coppa dalle grandi orecchie resta un sogno vivo.




