Mattarella, Piazza Fontana strage neofascista
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Redazione Interno
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Alle 16.37 cala il silenzio su piazza Fontana: 55 anni fa, in quell’esatto momento, un fragoroso boato squarciava l’aria, distruggendo l’atrio della Banca nazionale dell’agricoltura e dilaniando i corpi dei presenti. Alla fine furono 17 i morti (più uno, Giuseppe Pinelli, ucciso nei locali della questura di Milano il 15 dicembre del 1969) e 88 i feriti. Fu l’inizio della strategia della tensione. Da quel momento, negli anni successivi, altre bombe neofasciste, con la complicità dei servizi segreti deviati, scoppiarono nelle piazze, sui treni, nelle vie italiane.
Sergio Mattarella ricorda il 55esimo anniversario della strage di piazza Fontana, il primo senza Licia Pinelli, vedova del ferroviere anarchico Pino. Anche quest’anno il capo dello Stato ne approfitta per sottolineare ogni aspetto di quello che fu un tentativo di destabilizzazione dello Stato, che subì numerosi depistaggi. Ma in cui l’impronta neofascista è “emersa con evidenza”.
Il sindaco Sala alla commemorazione per la strage di Piazza Fontana: «L'Ambrogino d'oro a Licia Pinelli è un atto di rispetto». «Ho deciso e ho condiviso con l'Anpi e con le figlie Silvia e Claudia di assegnare a Licia Pinelli la più alta onorificenza cittadina, l'attribuzione dell'Ambrogino d'oro alla memoria». Lo ha annunciato il sindaco di Milano, Beppe Sala, nel suo intervento alle celebrazioni per i 55 anni della strage di Piazza Fontana. «È un atto di rispetto - ha spiegato Sala - per il suo impegno civile ma è anche un ringraziamento a lei e alla sua famiglia per la fermezza e la lucidità con cui hanno trasformato il dolore per la morte di Pino - la 18esima vittima di piazza Fontana - in una battaglia di dignità e di pace, per la verità e per la giustizia».
Piazza Fontana, 55 anni dalla strage.




