Auto elettriche in Cina: vendite in crescita ma profitti sotto pressione
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Redazione Economia
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Il mercato cinese delle auto elettriche vive un paradosso che, se da un lato ne conferma la vitalità, dall’altro ne mette in luce le fragilità. Mentre le vendite continuano a crescere a ritmi sostenuti – si parla di un +20% nel 2025, con 12 milioni di unità previste – gli utili delle aziende del settore subiscono un’erosione senza precedenti. La colpa, o meglio la causa, è da ricercarsi in una concorrenza sempre più spietata, che ha spinto i principali attori, a cominciare da BYD, a ingaggiare una guerra dei prezzi destinata a lasciare il segno.
Non è un caso che il governo cinese abbia invitato i produttori a “moderare” le strategie aggressive, temendo un effetto domino capace di destabilizzare l’intero settore. BYD, leader indiscusso, ha tagliato i listini del 22% su buona parte della sua gamma, con punte del 34% per alcuni modelli. La berlina ibrida Seal, per esempio, è ora disponibile a 102.800 yuan, mentre la compatta Seagull, simbolo dell’elettrificazione di massa, può essere acquistata per appena 55.800 yuan (circa 7.800 dollari), il 20% in meno rispetto ai prezzi precedenti.
Questa corsa al ribasso, se da un lato ha accelerato la diffusione dei veicoli elettrici, dall’altro rischia di compromettere la redditività delle aziende, costrette a sacrificare i margini pur di mantenere quote di mercato. Un equilibrio precario, che potrebbe avere ripercussioni anche a livello globale, considerando l’espansione dei brand cinesi in Europa e in Italia




