Auto elettriche in Cina: vendite in crescita, ma i margini crollano

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato cinese delle auto elettriche, pur continuando a macinare numeri da record, mostra segni di contraddizione sempre più evidenti. Se da un lato le vendite sono destinate a crescere del 20% nel 2025, sfiorando i 12 milioni di unità – secondo le stime del Financial Times – dall’altro i produttori locali si trovano a fronteggiare una crisi dei profitti senza precedenti, alimentata da una concorrenza spietata e da una guerra dei prezzi che rischia di comprometterne la sostenibilità.

BYD, leader indiscusso del settore, ha innescato una spirale deflazionistica tagliando i listini di 22 modelli fino a giugno 2025, con sconti che in alcuni casi superano il 30%. La berlina ibrida Seal, per esempio, è ora disponibile a 102.800 yuan (circa 13.000 euro), mentre la compatta Seagull è crollata a 55.800 yuan (7.800 dollari), con un calo del 20% rispetto ai prezzi precedenti. Una strategia aggressiva che, se da una parte ha permesso all’azienda di consolidare la sua posizione dominante, dall’altra ha costretto i rivali a rincorrere ribassi insostenibili, erodendo i margini di guadagno di un intero settore.

Non a caso, il governo cinese ha invitato BYD e altre case automobilistiche a "moderare" la corsa al ribasso, temendo ripercussioni sulla stabilità industriale. Un monarca che, però, sembra arrivare in ritardo: la concorrenza interna è ormai così feroce che molte aziende, pur di mantenere quote di mercato, sono disposte a vendere in perdita.

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