Mole Urbana riparte da Orbassano con l'ambizione della prima e-car italiana
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Redazione Economia
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Mentre l'attenzione del settore automobilistico nazionale è spesso catalizzata dalle sorti complesse di siti industriali storici, un'iniziativa che guarda al futuro senza dimenticare il passato prende forma alle porte di Torino, a Orbassano, dove Mole Urbana ha inaugurato ufficialmente il proprio stabilimento produttivo. L'evento, che ha visto la partecipazione del ministro Gilberto Pichetto Fratin insieme a diverse autorità e partner, segna non solo la rinascita di un'area industriale dismessa ma anche un passo concreto verso una mobilità elettrica accessibile e pragmatica. L'impianto, un ex sito degli anni Sessanta che ha vissuto diverse vicende industriali, dalla Ricambi della Piaggio fino alla Blutech, è stato completamente ristrutturato attraverso un investimento di sette milioni di euro, diventando il cuore pulsante di un'operazione che punta a coniugare l'eredità manifatturiera italiana con l'innovazione tecnologica.
Una gamma articolata per esigenze diverse
Il lancio dell'impianto è stato accompagnato dalla presentazione della gamma completa dei quadricicli elettrici per il 2025, che si compone di dodici varianti distinte, ciascuna progettata per rispondere a necessità specifiche. Questi veicoli, che si indirizzano al trasporto merci, alla mobilità urbana quotidiana e all'uso per il tempo libero, condividono una filosofia progettuale basata sulla massima semplicità e standardizzazione. L'architettura tecnica, infatti, è comune a tutta la linea: un telaio space-frame realizzato in acciaio inossidabile, abbinato a sospensioni indipendenti e a un apparato frenante a disco. Una scelta, questa, che mira a ottimizzare i processi produttivi e a semplificare la manutenzione, garantendo al contempo una solida base meccanica per tutti gli impieghi.
La flessibilità tecnologica come punto di forza
Uno degli elementi di maggiore interesse risiede nel sistema di accumulo dell'energia, che utilizza batterie al litio-ferro-fosfato, note per la loro longevità e stabilità, le quali sono progettate per essere sostituibili con facilità. Questa caratteristica, unita alla possibilità di ricaricarle sia in corrente continua che alternata con una potenza che può raggiungere i 22 kW, assicura una notevole versatilità d'uso e tempi di inattività ridotti al minimo. Le dimensioni compatte, fissate a 3,30 metri di lunghezza, 1,70 di altezza e 1,30 di larghezza per una massa di 480 chilogrammi, le rendono particolarmente adatte alla circolazione negli ambienti urbani più congestionati, dove la agilità diventa un requisito primario tanto quanto l'assenza di emissioni inquinanti.
Un progetto a forte vocazione territoriale
Fondata dal designer Umberto Palermo, Mole Urbana ha voluto fortemente radicare la sua produzione in un distretto, quello torinese, che dell'automobile ha scritto pagine fondamentali. L'assemblaggio dei quadricicli, che vanta una componente di parts made in Italy che raggiunge il novanta per cento, rappresenta dunque non solo un'operazione imprenditoriale ma anche un presidio industriale in un territorio che ha conosciuto fasi alterne. L'aver scelto di recuperare un luogo carico di storia, come l'ex stabilimento Stola, conferisce all'intera operazione un valore simbolico che va oltre i pur significativi numeri dell'investimento, indicando una possibile via per la riconversione di un patrimonio di competenze e spazi verso nuove forme di produzione sostenibile.




