Marco Noviello, folla alla camera ardente del carabiniere morto a Clusone

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Marco Noviello è stato ricordato da un grande numero di persone alla camera ardente allestita dopo la sua scomparsa, avvenuta in seguito a un malore che lo aveva colto mentre si trovava nella caserma di Clusone. L’Arma dei carabinieri è in lutto per la morte del militare di 26 anni, colpito sabato 13 giugno mentre era pronto a iniziare un nuovo turno di lavoro. Dopo il ricovero all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, il giovane carabiniere è spirato lunedì 15 giugno, lasciando sgomento tra colleghi, istituzioni e cittadini che in queste ore stanno partecipando al cordoglio per la sua scomparsa.

La partecipazione delle istituzioni alla camera ardente

Nel pomeriggio di martedì 16 giugno la camera ardente è stata meta di numerose visite istituzionali. A rendere omaggio a Marco Noviello si sono recati il prefetto Luca Rotondi, il generale di divisione Giuseppe De Riggi, comandante della Legione carabinieri “Lombardia”, e il generale di Corpo d’Armata Riccardo Galletta, comandante del Comando interregionale “Pastrengo”. Le autorità sono state accolte dal comandante provinciale dei carabinieri di Bergamo, colonnello Salvatore Sauco. La presenza dei vertici dell’Arma e delle istituzioni ha accompagnato un momento segnato da profonda commozione, nel quale familiari, colleghi e rappresentanti dello Stato hanno voluto manifestare vicinanza e rispetto per il giovane militare.

La vicenda che ha portato alla morte di Marco Noviello ha suscitato particolare emozione anche per le circostanze in cui si è verificata. Il carabiniere si trovava infatti nella caserma di Clusone quando è stato colto dal malore. Secondo quanto emerso, una tragica fatalità ha fatto sì che i colleghi si accorgessero della situazione troppo tardi. Quando è stato individuato nel garage della struttura, erano già stati avviati i tentativi di soccorso per salvarlo, ma ogni sforzo si è rivelato vano. La notizia della sua morte ha rapidamente raggiunto sia il territorio bergamasco sia i luoghi a lui più vicini, alimentando una vasta partecipazione al dolore per la sua perdita.

Il cordoglio per la scomparsa del giovane carabiniere

Mentre a Clusone si susseguono i messaggi di vicinanza, la città di Cava de’ Tirreni attende l’arrivo della salma del 26enne. Il giovane prestava servizio presso l’Arma a Clusone e la sua morte ha colpito profondamente non solo i colleghi con cui condivideva l’attività quotidiana, ma anche le realtà legate al suo percorso personale. L’attesa per il rientro della salma rappresenta un ulteriore momento di raccoglimento per quanti desiderano rendere omaggio al carabiniere scomparso dopo il malore che lo ha colto mentre era in servizio.

La morte di Marco Noviello si inserisce inoltre in giorni particolarmente dolorosi per l’Arma dei carabinieri nel territorio. È stato infatti ricordato anche il lutto che ha interessato Darfo Boario Terme, dove è morto Benito Resta, storico comandante di stazione. Le due scomparse hanno contribuito a rendere ancora più intenso il clima di cordoglio che sta attraversando il mondo dell’Arma, chiamato a confrontarsi con la perdita di figure appartenenti a generazioni diverse ma accomunate dal servizio svolto in uniforme.

Tra i messaggi di vicinanza è arrivato anche quello del ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa del carabiniere. Nel messaggio, il ministro ha dichiarato di intervenire a nome personale e dell’intera famiglia della Difesa, manifestando profondo dolore per la morte di Marco Noviello. Il riferimento è stato al malore che aveva colto il militare mentre prestava servizio presso la Compagnia Carabinieri di Clusone, circostanza che ha segnato gli ultimi giorni della sua vita e che continua a suscitare partecipazione e commozione nelle persone che stanno prendendo parte all’ultimo saluto.

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