Maggio 2026, un mese di scioperi tra scuola, trasporti e sanità
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Redazione Interno
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L’aria che si respira, in questi primi giorni di maggio, è quella tipica delle grandi mobilitazioni, con un calendario di scioperi già fitto di appuntamenti che promette di mettere a dura prova la resilienza di pendolari, famiglie e utenti dei servizi pubblici. Non si tratta, si badi bene, di un’agitazione isolata, bensì di un’ondata organizzata che attraverserà come un fiume carsico l’intero territorio nazionale, partendo dal comparto dell’istruzione per poi riversarsi con violenza su trasporti e sanità.
La scuola apre le danze il 6 e 7 maggio
Il primo vero banco di prova, per chi deve programmare la propria settimana, è rappresentato dal comparto scuola: il 6 e 7 maggio le aule rischiano di restare vuote. A proclamare lo stop, in questo caso, sono diverse sigle sindacali di base, a partire dai Cobas, che chiedono a gran voce un aumento salariale dignitoso per docenti e personale Ata, oltre all’immissione in ruolo dei precari storici, una piaga mai risolta. Ma non solo: la protesta, come riportano le comunicazioni ufficiali, si scaglia contro le prove Invalsi, definite strumenti "inutili e dannosi" che mortificano la didattica attiva, e contro la riforma degli istituti tecnici, rea di tagliare ore di materie fondamentali come italiano e geografia. Chi ha figli a scuola farebbe bene a verificare di persona la presenza dei docenti, dato che le lezioni, in quelle quarantotto ore, non sono affatto garantite.
Trasporti aerei, locali e marittimi: le giornate nere
Se la scuola rappresenta l’antipasto, i porti, i cieli e le strade italiane si preparano a ingoiare un boccone ben più amaro a ridosso di metà mese. Dopo lo sciopero dei taxi che paralizzerà Napoli per quattordici ore il 5 maggio, con corteo da piazza Garibaldi al Plebiscito per protestare contro l’abusivismo e la concorrenza sleale delle multinazionali, l’allerta massima scatterà l’11 maggio con una giornata che si preannuncia "nera" per il trasporto aereo. Oltre allo sciopero nazionale dei lavoratori di Easyjet, un mosaico di agitazioni locali rischierà di mandare in tilt gli aeroporti di Cagliari, Roma, Napoli, Fiumicino e Palermo, coinvolgendo società di handling e sicurezza. Nel frattempo, anche il mare si fermerà il 7 maggio, mentre le rotaie locali subiranno rallentamenti in diverse città toscane e campane.
La mobilitazione di metà mese e il blocco della logistica
Lo tsunami vero e proprio, però, è previsto per il 15 e 16 maggio, quando i lavoratori del pubblico impiego e di diversi settori industriali incroceranno le braccia per quarantotto ore. Una protesta a largo raggio, questa, che coinvolgerà senza soluzione di continuità dipendenti di ministeri, università, sanitari e operai metalmeccanici, creando un effetto domino su tutta la macchina amministrativa e produttiva del Paese. A chiudere un cerchio già pericolosamente stretto ci penserà la logistica: dal 25 al 29 maggio, il comparto dell’autotrasporto merci su gomma attuerà un blocco nazionale di cinque giorni. Un fermo, quest’ultimo, che mette a rischio rifornimenti e consegne in tutta la penisola e che si inserisce in un clima di forte tensione per l’aumento vertiginoso del costo del carburante, con il prezzo del diesel che ha superato abbondantemente i 2 euro al litro.
Sanità e l’ultimo sciopero generale del 29
La pioggia di agitazioni non risparmierà nemmeno chi ha a che fare con la salute: il 18 maggio sarà infatti la volta del servizio sanitario nazionale, con medici, infermieri e operatori delle cooperative sociali pronti a scendere in piazza per rivendicare diritti e risorse, una protesta che potrebbe allungare ulteriormente le già critiche liste d’attesa. Infine, a suggellare questo mese di fuoco ci sarà l’ultimo sciopero generale del 29 maggio, proclamato da una coalizione ampia di sigle. Un’agitazione, questa, che avrà ripercussioni pesantissime sulla rete ferroviaria nazionale, con i treni che si fermeranno dalle 21:00 del 28 maggio, e sul sistema autostradale, dove il traffico pesante potrebbe rimanere paralizzato per ventiquattr’ore.




