Maggio 2026, tre scioperi generali: trasporti e scuola nel mirino delle proteste
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Maggio 2026 si annuncia come un mese particolarmente complesso per la mobilità e i servizi sul territorio nazionale, con un calendario di agitazioni sindacali fitto e, in alcuni casi, senza precedenti per la frequenza degli stop. Le organizzazioni sindacali, infatti, hanno proclamato ben tre scioperi generali nell’arco di trentuno giorni, una concentrazione che costringerà i cittadini a fare i conti con blocchi programmati nei trasporti, nella scuola e, seppur limitatamente, nella sanità. Il primo appuntamento, a cavallo tra aprile e maggio, riguarda specificamente la logistica e i viaggi su rotaia e asfalto: i treni si fermeranno dalle ore 21 del 28 maggio fino alle 21 del giorno successivo, mentre il blocco delle autostrade scatterà alle 22 del 28 per concludersi ventiquattro ore più tardi, un’azione che punta a paralizzare la rete dei collegamenti a lunga percorrenza.
Il primo stop il primo maggio tra festa e protesta
Il mese si apre ufficialmente il primo maggio, data simbolo della Festa dei Lavoratori, con uno sciopero generale nazionale proclamato dal sindacato Usi-Cit, a cui ha aderito Cobas Lavoro Privato. L’agitazione, della durata di ventiquattro ore, coinvolgerà tutto il lavoro dipendente, sia pubblico che privato, includendo uffici comunali, servizi locali e attività commerciali; ciononostante, sono esclusi da questo primo stop i comparti della scuola e dei trasporti, che continueranno a operare regolarmente nonostante l’astensione diffusa in altri settori. L’azienda sanitaria Asl5, recependo le disposizioni del Dipartimento della Funzione Pubblica, ha già comunicato che negli ospedali e nelle strutture territoriali saranno assicurati i servizi pubblici essenziali e la gestione delle emergenze, una procedura standard per evitare che la protesta metta a repentaglio la salute pubblica.
La seconda ondata di metà mese e i disagi localizzati
Il calendario degli stop, come riportato da diverse agenzie, non si esaurisce però con il ponte del primo maggio. La seconda mobilitazione di rilievo è attesa per il 15 e 16 maggio, indetta dalla Csle, che questa volta sospenderà le attività per quarantotto ore consecutive. A differenza dello sciopero precedente, questo coinvolgerà in pieno i lavoratori della scuola (di ogni ordine e grado), delle università, della sanità, dei marittimi e delle ferrovie, allargandosi anche ai metalmeccanici, alle partite Iva, ai benzinai e agli agricoltori. Oltre a questi scioperi generali, la geografia dei disagi si arricchisce di proteste localizzate: l’8 maggio è previsto uno stop di quattro ore per i pendolari trentini di Trentino Trasporti, mentre a Napoli l’Eav fermerà i suoi mezzi dal 9 al 10 maggio e nuovamente il 20 maggio per alcune ore. Per chi deve spostarsi in aereo, il giorno da segnare in rosso è l’11 maggio, quando è stato proclamato uno sciopero unitario nazionale che coinvolgerà i dipendenti di Easyjet, i servizi di sicurezza aeroportuale a Fiumicino e Ciampino e i centri di controllo del traffico aereo di Enav a Roma e Napoli.
La chiusura del mese tra scuola, sanità e trasporto merci
La tensione sindacale si concentra inoltre su specifiche filiere all’inizio del mese. Il 6 e 7 maggio la scuola sarà al centro delle proteste: sei sigle sindacali hanno proclamato uno sciopero nazionale per il personale dirigente, docente e Ata, focalizzandosi sulla contestazione delle prove Invalsi, la richiesta di recupero del potere d’acquisto e la mobilitazione contro la riforma degli istituti tecnici e il precariato strutturale.
Parallelamente, il 18 maggio sarà la volta della sanità, dove l’astensione dal lavoro coinvolgerà i lavoratori del servizio sanitario nazionale, le cooperative sociali e le associazioni dei settori socio-sanitari e assistenziali. Un’attenzione particolare merita anche il settore dell’autotrasporto merci su gomma: a partire dalla mezzanotte del 25 maggio e fino alle 24 del 29, i mezzi pesanti rimarranno fermi per uno sciopero nazionale indetto da diverse associazioni di categoria (tra cui Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fai e Fiap), un blocco di cinque giorni che rischia di creare ripercussioni sulla logistica e sulle forniture proprio alla vigilia del fine settimana di fine mese.




