Guerra ibrida e missili Tomahawk, la Ue si prepara a rispondere

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha definito "guerra ibrida" la minaccia alla quale l'Unione deve far fronte, sottolineando la necessità di una risposta coordinata e unitaria. Le sue dichiarazioni giungono in un momento di crescente tensione, segnato da una nuova ondata di attacchi alle infrastrutture energetiche. Nella regione di Chernihiv, per esempio, le truppe russe hanno nuovamente colpito un impianto energetico nel distretto di Nizhyn, un'azione che ha lasciato senza elettricità oltre 4.500 utenti, come riportato dall'azienda fornitrice dei servizi. "Il ripristino è in corso", ha fatto sapere la società, mentre i precedenti rapporti indicano che gli attacchi hanno complicato anche la circolazione ferroviaria verso la zona, evidenziando l'impatto capillare di queste operazioni militari.

Il muro dei droni e la sfida asimmetrica

Von der Leyen, nel descrivere la posta in gioco, ha fatto riferimento al cosiddetto "Muro dei Droni", presentandolo come la risposta europea a una realtà bellica in continua evoluzione. "Abbiamo dovuto schierare sistemi molto costosi, jet da combattimento di ultima generazione, per abbattere armi relativamente economiche e prodotte in serie", ha affermato, delineando un paradosso strategico che mette in luce la natura asimmetrica di questo conflitto. Questo squilibrio, secondo la presidente, non è sostenibile sul lungo periodo, il che richiede un adattamento delle difese e una riflessione profonda sulle contromisure da adottare, le quali devono necessariamente passare per una cooperazione rafforzata tra i paesi membri.

La richiesta ucraina dei Tomahawk e la reazione di Mosca

Sul fronte degli armamenti, intanto, la richiesta ufficiale di Kyiv di ottenere missili da crociera Tomahawk dagli Stati Uniti, avanzata dal presidente Zelensky, introduce una variabile significativa nel calcolo strategico del conflitto. Questa mossa, che apre un capitolo inedito nelle forniture militari, è stata immediatamente condannata da Mosca, la quale ha avvertito che gli Stati Uniti devono "essere responsabili" delle conseguenze di un eventuale trasferimento. La posizione russa, del resto, si è manifestata anche attraverso la denuncia di raid ucraini che, stando alle autorità di Mosca, hanno causato tre vittime nell'area di Belgorod, un episodio che contribuisce ad alimentare il ciclo di azioni e ritorsioni.

L'aggiornamento militare e la difesa del territorio

Le autorità russe hanno inoltre dichiarato di aver abbattuto cinquantatré droni ucraini sul proprio territorio, un dato che, se confermato, illustra l'intensità degli scontri aerei e la portata degli sforzi difensivi. Questi eventi, che si susseguono con ritmo incalzante, confermano come la guerra si stia combattendo su più dimensioni, da quella cinetica a quella ibrida menzionata da von der Leyen. L'attenzione rimane focalizzata sulle capacità di risposta, sia attraverso l'innovazione tecnologica rappresentata dal Muro dei Droni, sia mediante le valutazioni politiche che circondano potenziali nuovi strumenti, come i missili a lungo raggio che l'Ucraina ambisce a integrare nel proprio arsenale.

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