Modric, un'orchestra chiamata Milan

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Luka Modric, che cinque giorni fa ha spento quaranta candeline, ha regalato a se stesso e al Milan una partita di pura classe, firmando la rete del decisivo 1-0 sul Bologna e dimostrando, se mai ce ne fosse stato bisogno, che il suo talento è un bene prezioso che trascende l'anagrafe. A San Siro, in una serata dove il risultato finale è stato incredibilmente più stretto del dominio espresso in campo, il croato è stato il faro della squadra di Massimiliano Allegri, imponendo il suo ritmo, la sua visione di gioco e fornendo anche un contributo notevole nella fase di copertura, in una prestazione che lo ha visto nettamente il migliore in campo.

Il piano del Bologna, il quale ha puntato ancora una volta sulla sua vecchia guardia offensiva con Orsolini, Fabbian e Cambiaghi dietro a Castro, sembrava funzionare nei primi scampoli di gioco. Al 14', infatti, una conclusione di Orsolini dal limite viene deviata proprio su Cambiaghi, che stoppa e batte Maignan: l'esultanza rossoblù, però, viene interrotta dal guardalinee per un fuorigioco magistralmente provocato da Tomori, abile e freddo nel lasciare l'avversario sulla traiettoria palla.

Quell’episodio, unito a ben quattro legni colpiti dal Milan, delinea la storia di una partita il cui esito avrebbe potuto essere ben più ampio, un punteggio che avrebbe reso giustizia a un calcio concreto e a ripartenze a tratti spettacolari, tutte indirizzate dal genio di Modric. Il Bologna, pur difendendo con le unghie e con i denti e nonostante la forzata rinuncia a Pavlovic dopo l'intervallo e l'infortunio al portiere Maignan, non è riuscito a procurarsi occasioni veramente pericolosi, restando imbrigliato dalla regia milanista.

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