Albania, ripresa l'operazione migranti
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Redazione Interno
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Nonostante le sentenze dei giudici e le critiche della sinistra, l'operazione Albania è ripresa, con il governo Meloni che la considera un modello interessante ed estendibile ad altri paesi europei. Un nuovo trasferimento di migranti dall'Italia all'Albania è stato avviato da Lampedusa, con la nave Cassiopea della Marina Militare italiana che ha imbarcato 49 migranti durante i suoi pattugliamenti nel Mediterraneo, trasferendoli nei centri di accoglienza in Albania. Questo è il terzo tentativo dell'Italia, dopo che i primi due trasferimenti, nell'ambito di un programma controverso lanciato a ottobre, sono stati bloccati a causa di ostacoli legali.
Il governo di Giorgia Meloni aveva promesso di riattivare i due centri in Albania, rimasti inattivi in seguito alle decisioni dei tribunali italiani. La nave Cassiopea, diretta al porto di Shengjin in Albania, ha a bordo 49 migranti, che verranno sottoposti alla "procedura accelerata di frontiera" per valutare le loro richieste di asilo. Ai primi 11 stranieri, egiziani e bengalesi, recuperati da motovedette italiane mentre viaggiavano su barche partite dalle coste africane, se ne sono aggiunti altri 38.
L'eurodeputata di Avs, Ilaria Salis, ha criticato duramente l'operazione, definendola una "deportazione" e accusando il governo italiano di portare avanti una politica abietta contro il diritto d'asilo e la migrazione. Salis ha inoltre sottolineato come il vero trafficante e torturatore Almasri, ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l'umanità, abbia goduto del privilegio di un volo di Stato per trovare riparo in Libia.
La ripresa dell'operazione Albania rappresenta un ulteriore capitolo nella complessa gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo, con l'Italia che cerca di trovare soluzioni alternative per affrontare l'emergenza migratoria, nonostante le critiche e le difficoltà legali.




