Migranti, riparte l’operazione Albania, 49 espulsioni, la Ue applaude, la Salis si vergogna
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Redazione Interno
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Nonostante i giudici, nonostante la sinistra, nonostante i gufi, è ripresa l'operazione Albania, il modello Meloni che in tutta Europa viene considerato un esperimento interessante ed estendibile ad altri paesi. Un nuovo trasferimento di migranti dall'Italia all'Albania, nel centro di accoglienza di Shengjin, è scattato da Lampedusa: dopo le prime due operazioni bloccate a causa di ostacoli legali, la nave Cassiopea della Marina Militare italiana ha imbarcato 49 migranti durante i suoi pattugliamenti nel Mediterraneo e li sta trasferendo nei centri in Albania.
Il governo di Giorgia Meloni aveva promesso di riattivare i due centri in Albania, rimasti inattivi in seguito alle decisioni dei tribunali italiani. La nave Cassiopea, diretta al porto di Shengjin in Albania, ha a bordo 49 clandestini che verranno sottoposti alla "procedura accelerata di frontiera" per valutare le loro richieste di asilo. Ai primi 11 stranieri, egiziani e bengalesi, recuperati da motovedette italiane mentre viaggiavano su barche partite dalle coste africane, se ne sono aggiunti altri 38.
L'eurodeputata di Avs, Ilaria Salis, ha criticato duramente l'operazione, definendola una "deportazione" e accusando il governo italiano di portare avanti una "ignobile crociata contro il diritto d’asilo e la migrazione". Salis ha inoltre sottolineato come il vero trafficante e torturatore Almasri, ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità, abbia goduto del privilegio di un volo di Stato per trovare riparo nella Libia delle milizie e delle mafie.
La ripresa dell'operazione Albania rappresenta un punto di svolta nella gestione dei flussi migratori da parte del governo italiano, che continua a perseguire una linea dura nonostante le critiche e le opposizioni.




