Ligabue compie 65 anni e celebra i 30 di "Buon compleanno Elvis"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Luciano Ligabue, che ieri ha spento 65 candeline, non si riconosce nel numero che lo identifica anagraficamente. «Ho chiamato l’anagrafe per segnalare l’errore», scherza il rocker di Correggio, dimostrando che l’età, per lui, è solo un dettaglio. Quello che conta, invece, è la voglia di andare avanti, quella che lui chiama "bumba", il carburante che lo spinge a continuare a fare musica. E proprio di "bumba" ne serve molta per festeggiare un doppio traguardo: i 65 anni di vita e i 30 di "Buon compleanno Elvis", l’album che nel 1995 lo ha catapultato nella serie A della musica italiana.

Quel disco, uscito quando Ligabue era già un nome noto ma non ancora un’icona, ha segnato una svolta. Con brani come "Hai un momento, Dio?", il rocker ha conquistato una generazione di ragazzi che negli anni ’90 sognavano il rock and roll, seduti «in riva a un fosso», come recita una delle sue canzoni più celebri. Un album che non solo ha cambiato la sua carriera, ma ha anche dato voce a un’epoca, diventando un punto di riferimento per chi cercava qualcosa di autentico.

Per celebrare i 30 anni di "Buon compleanno Elvis", Ligabue ha scelto un luogo simbolo, il Bar Mario all’Apollo Club di Milano, dove ha riunito la stampa e alcuni fan fortunati. Qui ha annunciato l’uscita di un’opera omnia, disponibile dal 18 aprile, che include progetti speciali realizzati per l’occasione. Un modo per ripercorrere un viaggio che, a distanza di tre decenni, non sembra essersi mai fermato. «La voglia di fare musica c’è sempre», ha spiegato, sottolineando che la "bumba" non si è esaurita.

Ma Ligabue non è solo musica. Durante la presentazione, ha parlato anche di temi più ampi, come la pace e il ruolo del Papa, definendolo «l’unica voce autorevole» in un momento storico che lui stesso descrive come «bui». Pur non essendo più un praticante, il rocker ha confessato di credere che «non sia tutto qui», lasciando intendere una spiritualità che va oltre le convenzioni religiose.

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