Che tempo che fa, le pagelle del 3 maggio: la Luna secondo Angela, l’emozione per Zanardi e l’assedio di Malgioglio ad Almodovar
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Non è domenica senza “Che tempo che fa”, e quella del 3 maggio, lo abbiamo visto, non ha fatto eccezione. Il sipario si è alzato su un ricordo che non era semplice attualità, ma il peso di un addio, quello ad Alex Zanardi: il campione paralimpico – fuori classifica nelle nostre pagelle, ma impossibile da non citare – è stato il filo conduttore ideale di una serata che Fabio Fazio ha voluto aprire con la consapevolezza di chi sa di aver perso un esempio di umanità e determinazione. L’ex pilota, sempre capace di trasformare la fragilità in forza, è stato più volte protagonista delle celebri interviste one to one nello studio del Nove, e quel ricordo ha funto da contrappeso emotivo perfetto per le eccentricità e la cultura varia che stavano per invadere la scena.
La sfida spaziale tra poesia e tecnica
Se c’è un uomo capace di trasformare un salotto televisivo in un portale spazio-temporale, quello è proprio Alberto Angela, che ancora una volta ha incassato il massimo dei voti (10) per la sua capacità di ammaliare il pubblico senza mai uscire dai binari della divulgazione seria. Nel corso della sua intervista, Angela ha confessato il sogno di raggiungere la Luna – “anche domani”, ha specificato, non certo per fare turismo – e come se il destino avesse deciso di assecondarlo, ecco spuntare in collegamento o direttamente in studio Luca Parmitano, l’astronauta fresco di prove per la missione Artemis. I due, pur muovendosi su registri opposti (uno fatto di metafore e narrazione, l’altro di ingranaggi e scafandri), hanno rappresentato due facce della stessa medaglia: quella della scoperta. Fazio, dal canto suo, ne ha approfittato per un siparietto che sapeva più di trattativa che di intervista, tentando di offrire ad Angela “un posto fisso” al Nove per trattenere tutto quel talento in casa, tra le risate di un pubblico che ormai lo considera un patrimonio nazionale.
L’assedio sentimentale e la corazza brasiliana
Tra i momenti più surreali della serata c’è stato senza dubbio l’incontro – o meglio, lo scontro – tra Cristiano Malgioglio e Pedro Almodovar. Per il cantante siciliano, seduto al tavolo con la speranza di strappare una parte, il noto regista spagnolo è molto più di un collega: è un idolo. Malgioglio, con il suo consueto impeto colorato, ha rivelato il più grande rimpianto della sua carriera, ossia un provino per “La mala educación” saltato a causa degli impegni con “Scherzi a parte”. Se da un lato l’emozione era autentica (quella malinconia di chi ha perso un treno storico), dall’altro il suo pressing incessante per ottenere un ruolo si è rivelato stancante per lo spettatore, costringendolo a un rimpianto voto (5) che non penalizza la simpatia, ma la qualità del dialogo. E proprio mentre Malgioglio cercava di abbassare la guardia del regista, Alessia Marcuzzi è entrata in scena con la sua “corazza blindata”. Reduce da un viaggio in Brasile, con la tintarella ancora calda, la conduttrice è stata abilissima nel deviare le domande sulla sua vita privata – in particolare quelle riguardanti il compagno – trasformando un potenziale interrogatorio in un racconto divertente su un pesce gigante incontrato durante un bagno. Un voto (6) che riflette l’intelligenza tattica di chi è venuta per non rispondere, riuscendoci perfettamente tra un sorriso e l’altro.
Il regista che voleva il morto e le lettere alla Svizzera
La chiusura ideale del cerchio è stata affidata a Luciana Littizzetto, sempre più a suo agio nel ruolo di coscienza critica della domenica sera. Dopo un breve rodaggio in cui ha parlato di Belen Rodriguez, la comica torinese ha estratto la famosa “letterina”, cambiando radicalmente l’atmosfera. Il bersaglio era la Svizzera, accusata di aver inviato fatture salatissime ai parenti delle vittime della strage di Crans Montana. Con quella sua ironia tagliente, ha smontato l’immagine del Paese “cugino perfetto”, restituendoci l’amarezza di chi vede la burocrazia prevalere sul buon senso. Dall’altra parte del mondo televisivo, Pedro Almodovar (bocciato con un 9 per l’attesa, ma con qualche sbavatura nella gestione dei tempi) ha invece raccontato di sé, del suo nuovo film “Amarga Navidad” e di una promessa mancata a Fazio. Il conduttore, con il garbo che lo contraddistingue, ha ricordato al regista la vecchia richiesta di poter fare “il morto” in uno dei suoi film, magari in una particina, imbarazzando lievemente l’oscarista spagnolo che, traduttore permettendo, ha dovuto rimandare ancora una volta l’agognato debutto dell’intervistatore sul grande schermo.




