Travolge e uccide un pedone a Casalgrande, poi si costituisce la donna alla guida
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Redazione Interno
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Una quarantatreenne originaria della provincia di Palermo, residente nella zona della ceramica reggiana, si è presentata spontaneamente ai carabinieri, accompagnata dal proprio legale, dopo aver travolto e ucciso un uomo di 76 anni. Il tragico evento, che ha stroncato la vita del pensionato mentre compiva il banale gesto di portare fuori i rifiuti, è avvenuto nella serata del 23 dicembre lungo la via Alessandro Volta, tratto della provinciale 51 a Villalunga di Casalgrande. Sul posto, come riferito dalle cronache, erano immediatamente accorsi i soccorsi con l’ambulanza locale e l’automedica di Scandiano, ma ogni tentativo di rianimare l’anziano è risultato vano.
Le dinamiche della fuga e la resa in caserma
La donna, che alla guida della propria autovettura aveva abbandonato precipitosamente il luogo dell’impatto senza fermarsi a prestare aiuto, ha mantenuto per alcune ore un silenzio rotto solo dall’avvio delle indagini da parte delle forze dell’ordine. Poco prima della mezzanotte, infatti, non appena i militari dell’Arma hanno intensificato le ricerche del veicolo coinvolto, la stessa si è recata in caserma per assumersi ogni responsabilità. “Il panico mi ha sopraffatto”, ha dichiarato secondo quanto ricostruito, motivando così la sua iniziale e grave decisione di darsi alla fuga, un gesto che aggrava notevolmente la sua posizione giuridica.
Il quadro delle accuse possibili
Sul suo capo, ora, pendono ipotesi di reato gravissime, che spaziano dall’omicidio stradale all’omessa assistenza e alla fuga del conducente dopo un incidente. Gli accertamenti tecnici e le perizie disposte dalla magistratura competente dovranno chiarire le precise modalità dinamiche dello scontro, compresa la velocità tenuta e le condizioni psico-fisiche della guidatrice al momento dei fatti. Elementi, questi, che saranno determinanti nel corso del successivo iter processuale, il quale dovrà accertare le eventuali concause del tragico epilogo.
Un lutto improvviso e il lavoro investigativo
La rapidità con cui la persona responsabile è stata identificata, pur essendosi essa stessa consegnata, non attenua la gravità di un fatto che ha privato della vita un anziano in un contesto domestico e quotidiano. L’indagine, seppur nella sua fase iniziale, ha potuto contare sulle dichiarazioni della stessa indagata, le quali hanno evitato una più prolungata caccia all’uomo tra le province di Reggio Emilia e Modena. Resta, al di là degli aspetti giudiziari, il vuoto lasciato nella sfera privata, mentre l’inchiesta prosegue per definire ogni circostanza.




