La crisi russa avanza: Borsa in calo e fuga dal digitale
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Redazione Esteri
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La crisi russa mostra nuovi segnali con la Borsa di Mosca in lenta discesa, il ritorno del contante e le difficoltà dell’economia reale legate al perdurare dello scontro con l’Ucraina. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli elementi che indicano una crescente pressione sul sistema economico del Paese, mentre la riduzione dell’export di grano e i rischi per navi e porti alimentano ulteriori tensioni sui mercati. Anche la necessità di coprire i buchi di bilancio rappresenta un problema sempre più rilevante per il Cremlino.
I segnali economici della crisi russa tra Borsa e commercio
La Borsa di Mosca non riesce a interrompere una fase negativa che prosegue da cinque mesi, con una discesa lenta ma costante che accompagna gli altri segnali di difficoltà. Gli attacchi alle navi e ai porti rischiano inoltre di creare nuove conseguenze sul mercato mondiale del grano, in un contesto già segnato dalla riduzione sistematica delle esportazioni russe. La situazione economica interna appare quindi collegata agli effetti dello scontro con l’Ucraina e alle conseguenze dell’isolamento internazionale che pesa sul Paese.
Tra gli aspetti che evidenziano il cambiamento in corso c’è anche la trasformazione della vita quotidiana dei cittadini russi. Per oltre vent’anni la Russia era stata considerata uno dei Paesi più avanzati nell’utilizzo dei pagamenti digitali, con carte, smartphone e bonifici diventati strumenti abituali per acquisti piccoli e grandi. Il sistema elettronico aveva progressivamente ridotto il ruolo delle banconote, grazie a commissioni contenute e a modalità di pagamento diffuse anche nelle attività di dimensioni ridotte.
Il ritorno del contante e il cambiamento nelle abitudini dei russi
La guerra sta modificando anche il rapporto tra imprese, famiglie e sistema bancario. I russi stanno tornando a utilizzare sempre più il denaro contante, mentre la diffusione dei pagamenti elettronici subisce un rallentamento. Dall’inizio del 2026 sono stati immessi in circolazione 1.560 miliardi di rubli, circa 17,5 miliardi di euro, un dato che accompagna il ritorno delle banconote nella quotidianità dopo anni di progressiva digitalizzazione.
Il ritorno ai contanti rappresenta uno dei segnali del cambiamento economico in corso in Russia, dove le conseguenze del conflitto emergono anche nelle scelte quotidiane di famiglie e imprese. Il Paese, che per anni aveva costruito un sistema di pagamenti elettronici avanzato, sta vivendo una fase in cui strumenti considerati marginali tornano ad avere un ruolo centrale. La pressione economica si riflette quindi non solo nei mercati finanziari, ma anche nelle abitudini dei cittadini.
La guerra e l’immagine di una Russia in trasformazione
Un altro elemento raccontato come simbolico arriva dalla stazione Kazanskij di Mosca, dove in un luglio normalmente dedicato alle partenze verso il mare i binari diretti verso sud appaiono vuoti. Secondo il racconto dell’inviato di The Economist, non si vedono più le famiglie con le valigie dirette in Crimea, ma divise mimetiche e un clima segnato dall’ansia nella capitale russa.
Questo dettaglio della vita quotidiana viene presentato come un segnale del cambiamento attraversato dalla Russia di Vladimir Putin dopo il 2022. Il Paese che raccontava a sé stesso un percorso di vittoria e di espansione si trova ora a confrontarsi con gli effetti della guerra anche sul proprio territorio, attraverso difficoltà economiche, trasformazioni sociali e nuove pressioni sul sistema interno.




