Vendite auto in Europa a gennaio 2025: calo generale, ma l’elettrico avanza
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Redazione Economia
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Il mercato automobilistico europeo, che comprende i Paesi dell’Unione Europea, dell’EFTA e il Regno Unito, ha chiuso il primo mese del 2025 con un segno negativo, registrando 995.271 immatricolazioni e una flessione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2024. Nonostante il calo generale, le auto elettriche continuano a guadagnare terreno, confermando un trend che ormai da anni ridisegna il settore.
Le vetture a batteria, in particolare, hanno visto un incremento del 34% rispetto a gennaio 2024, raggiungendo una quota del 15% sul totale delle immatricolazioni, con 124.341 unità vendute. Un dato che, se da un lato evidenzia l’accelerazione della transizione energetica, dall’altro non è stato sufficiente a compensare il crollo delle motorizzazioni tradizionali, in particolare il diesel, ormai in declino da anni.
Tra i modelli elettrici più venduti, la Citroën C3 si è posizionata al primo posto con 664 immatricolazioni, seguita dalla Tesla Model 3 (501) e dalla Dacia Spring (460). La Tesla Model Y, nonostante un calo rispetto ai mesi precedenti, si è piazzata al quarto posto con 339 unità, mentre la Hyundai Inster (274) e la Renault R5 (238) hanno completato la top five. Tra le italiane, la Fiat 500 elettrica si è fermata a 207 targhe, mentre la Jeep Avenger, prodotta in Polonia ma di proprietà Stellantis, ha raggiunto 208 immatricolazioni.
Il mercato italiano, tuttavia, non ha seguito il trend positivo delle elettriche a livello continentale. Con un calo del 5,8% rispetto a gennaio 2024, l’Italia ha registrato 133.731 unità vendute, un dato che riflette le difficoltà del settore nel nostro Paese, dove l’incertezza sulle politiche industriali e gli incentivi statali continua a pesare sulle scelte dei consumatori.
A livello europeo, il crollo delle vendite è stato influenzato anche dalle incertezze legate alle decisioni della Commissione europea, che ancora non ha definito una strategia chiara per il futuro dell’automotive. Le case automobilistiche, già sotto pressione per gli obiettivi di riduzione delle emissioni, si trovano a dover affrontare un contesto economico e normativo in continua evoluzione, che rischia di rallentare ulteriormente la ripresa del settore.




