Vittorio Sgarbi, le nozze con Sabrina Colle e un periodo di fragilità

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Vittorio Sgarbi, il noto critico d’arte, ha annunciato di volersi sposare a Venezia con Sabrina Colle, la compagna che da molti anni gli è accanto e che, come ha lui stesso sottolineato, è stata un supporto fondamentale durante i momenti più difficili del suo recente percorso personale. Dopo aver visionato un video che ripercorreva la loro lunga storia, il settantatreenne Sgarbi ha riflettuto su come il tempo, pur non alterando lo spirito delle persone, le avvicini e le leghi in modo più profondo, fino a far maturare la convinzione che i valori comuni debbano essere condivisi fino in fondo. Ha poi aggiunto, con una punta di tenerezza, che persino il riso di lei alle sue battute rappresenta una prova tangibile di questa intesa, osservando come, una volta svanito lo stupore iniziale, ciò che permane sia l’amore, che definisce «la cosa più importante».

La figura di Sabrina Colle e il cambiamento di Sgarbi

Sabrina Colle, cinquantaduenne, non è solo la futura moglie ma un’attrice e organizzatrice di mostre che ha condiviso con Sgarbi un percorso di vita e di lavoro. Quello che il pubblico televisivo ha potuto osservare nell’ultimo periodo, tuttavia, è una versione del critico profondamente mutata, segnata da una sindrome depressiva che ne ha offuscato i tratti più vivaci e polemici. Questa condizione, sebbene gli abbia permesso di portare a termine la scrittura del suo ultimo libro, “Il cielo più vicino – La montagna nell’arte”, ha inevitabilmente influito sulla sua presenza pubblica, rendendo le sue apparizioni più faticose e sofferte.

Le reazioni all’intervista a Domenica In

La partecipazione di Vittorio Sgarbi alla puntata di Domenica In del 16 novembre ha sollevato, al di là dei contenuti dell’intervista stessa, un ampio dibattito concentrato sulle sue condizioni di salute. L’intervento, che era stato registrato in anticipo e trasmesso in un secondo momento con l’intento di presentare il nuovo libro e mostrare un Sgarbi ancora capace di gestire la propria immagine, ha invece messo in luce la sua evidente fragilità. L’avvocato della figlia Evelina, dopo la messa in onda, ha espresso pubblicamente delle riserve sull’autonomia del critico, contribuendo ad accendere i riflettori su una situazione personale complessa.

Il delicato equilibrio tra vita pubblica e privata

Anche in una successiva puntata del programma, sempre su Rai Uno, la scena si è ripetuta con un’intervista preregistrata nella quale Mara Venier e Tommaso Cerno hanno cercato, con estrema delicatezza, di condurre Sgarbi a raccontarsi senza mai forzare la mano o risultare inopportuni. Il problema emerso, però, è che di fronte a una malattia come la depressione, che si insinua nell’esistenza di una persona, nessun artificio televisivo può realmente nasconderne gli effetti. A giudicare dalle sue reazioni, spesso prive della consueta energia e intenzione, molti si sono chiesti se il miglior favore che la televisione potesse riservargli, in un momento così delicato, non fosse semplicemente quello di concedergli il riposo e la privacy di cui ha bisogno, lasciandolo lontano dai riflettori.

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