Mirafiori affronta l'incertezza mentre gli operai si preparano per la cassa integrazione
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Redazione Interno
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L'ultimo giorno di Mirafiori è arrivato, segnando l'inizio di un periodo di incertezza per lo storico stabilimento italiano. Le nuvole sono fitte sopra i cancelli di Mirafiori, riflettendo gli scenari foschi sul futuro dello stabilimento che si estende su oltre 2 milioni di metri quadrati, metà dei quali attualmente inutilizzati.
La cassa integrazione e le sue ripercussioni
Da domani, le annunciate sette settimane di cassa integrazione inizieranno per i 2.260 lavoratori delle Carrozzerie, gli operai delle linee della 500 elettrica e della Maserati. Questa è l'ennesima batosta, particolarmente pesante, per il sito torinese, che è il più a rischio nel gruppo insieme a Pomigliano, secondo l'amministratore delegato Carlos Tavares.
Il punto di vista dell'Unione Industriali Napoli
Costanzo Jannotti Pecci, presidente dell'Unione Industriali Napoli, ha espresso la sua opinione sulla questione degli incentivi, che è al centro dello scontro tra Stellantis e il governo italiano. Secondo lui, l'approccio attuale non è il modo giusto per affrontare un problema di mercato. Ha ricordato che l'ex Gruppo Fiat, ora Stellantis, ha ricevuto dallo Stato nell'arco di diversi decenni un ammontare di sussidi pubblici mai ricevuto da qualsiasi altra impresa italiana o straniera operante in Italia.
La situazione a Melfi
A Melfi, la sospensione del turno di notte ha portato a una situazione di "riposo" forzato per la squadra che era destinata a quel turno. Questo ha causato frustrazione tra gli operai, che temono per il loro futuro. Per ora, la perdita è di 300 euro al mese in busta paga, ma in futuro potrebbe andare anche peggio.




