Studente di 13 anni accoltella a morte un'insegnante in una scuola slovacca

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un ragazzino di 13 anni ha ucciso a coltellate un'insegnante di 61 anni in una scuola elementare di Staškov, località nel nord-ovest della Slovacchia vicino al confine con Repubblica Ceca e Polonia. L'aggressione è avvenuta martedì mattina, poco dopo la fine della prima ora di lezione, e ha coinvolto anche un'altra insegnante e una studentessa.

La vittima, colpita da una ferita d'arma da taglio al torace, è morta nonostante i tentativi di rianimazione.

L'altra docente, una donna di 44 anni, è stata ricoverata all'ospedale di Žilina con una ferita al petto: secondo quanto riferito dal ministro dell'Interno Matúš Šutaj Eštok, la sua vita non sarebbe in pericolo. Una studentessa resta invece ricoverata in condizioni critiche all'ospedale di Martin, dove è seguita da un'équipe di specialisti.

Le indagini e il fermo del tredicenne

La polizia slovacca ha fermato il presunto aggressore, uno studente di 13 anni dell'istituto, e ha aperto un'inchiesta per omicidio premeditato. Il caso è stato affidato all'Ufficio per la lotta alla criminalità organizzata. Le autorità non hanno reso noto il movente dell'attacco, precisando che l'indagine è in corso e che non verranno fornite ulteriori informazioni per non interferire con le attività investigative. La polizia ha dichiarato che la situazione è sotto controllo e che non sussiste più alcuna minaccia per la pubblica sicurezza.

Il ministro dell'Interno ha spiegato che l'aggressione è avvenuta all'interno dell'edificio scolastico. La direzione dell'istituto aveva segnalato nei giorni precedenti problemi non meglio specificati in una classe, problemi che erano stati affrontati con l'intervento di psicologi. Il ministro dell'Istruzione Tomáš Drucker ha confermato che gli esperti di un centro di prevenzione e consulenza avevano lavorato con la classe già lunedì, il giorno prima dell'attacco, e che un ulteriore incontro era in programma per mercoledì. Il ministro ha rifiutato di confermare se si trattasse di bullismo.

Le reazioni delle autorità slovacche

Il presidente slovacco Peter Pellegrini si è detto «profondamente rattristato» per quanto accaduto, esprimendo sconcerto per quello che ha definito l'ennesimo caso in cui uno studente aggredisce insegnanti e compagni di classe. «Stiamo assistendo a un'ondata di aggressività e intolleranza, propagata principalmente attraverso i social media e, purtroppo, anche da alcuni politici, che sta letteralmente avvelenando la sfera pubblica e influenzando il comportamento dei nostri figli a scuola», ha dichiarato Pellegrini, invitando a mantenere calma e rispetto reciproco.

Il primo ministro Robert Fico ha espresso le sue condoglianze alla famiglia della vittima e ha affermato di seguire con grande preoccupazione l'evolversi della vicenda. I ministri dell'Interno, dell'Istruzione e della Salute si sono recati sul posto per coordinare gli interventi. Sul luogo della tragedia è giunto anche un team di psicologi dell'organizzazione IPčko per fornire assistenza agli studenti e agli insegnanti.

I precedenti di violenza nelle scuole slovacche

L'episodio di Staškov riporta drammaticamente l'attenzione su una serie di attacchi registrati negli istituti scolastici del Paese. Nel gennaio 2025 un diciottenne aveva ucciso a coltellate una studentessa e una vicepreside in una scuola superiore di Spišská Stará Ves, nel nord-est della Slovacchia, ferendo un'altra persona. Nel 2020 un ex alunno era entrato armato di coltello in una scuola elementare di Vrútky, nel centro del Paese, uccidendo il vicepreside e ferendo diverse persone.

Due anni dopo, nel 2022, uno studente sedicenne aveva aggredito con un'ascia due persone in una scuola di Nováky. Dopo questi episodi la Slovacchia ha introdotto procedure di emergenza per gli istituti scolastici, con percorsi di formazione per il personale.

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