Trescore Balneario, studente di terza media accoltella l’insegnante di francese: gravissima la professoressa Chiara Mocchi
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Redazione Interno
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È stata una mattina di ordinaria routine scolastica, quella del 25 marzo, trasformatasi in pochi istanti in una scena da cronaca giudiziaria, quando all’istituto comprensivo di via Damiano Chiesa, a Trescore Balneario, un ragazzino di tredici anni ha avvicinato la sua insegnante di francese, Chiara Mocchi, per colpirla con un’arma da taglio. L’aggressione, avvenuta intorno alle 7.45, ha avuto luogo proprio nei pressi dell’ingresso della classe 3°A, in un corridoio che in quell’orario, come ricostruito dagli inquirenti, era particolarmente affollato: oltre agli studenti delle medie, c’erano infatti numerosi genitori intenti ad accompagnare i figli più piccoli alle vicine scuole primarie.
L’aggressione nel corridoio e il trasporto d’urgenza
La dinamica, ancora al vaglio degli investigatori della compagnia di Caravaggio, sembra delinearsi con precisione proprio grazie alla presenza di quei testimoni, che hanno assistito alla furia inaudita con cui il tredicenne si è scagliato contro la docente. La professoressa Mocchi, che a ottobre aveva compiuto cinquantasette anni, è stata raggiunta da diversi fendenti, concentrati in particolare alla gola e all’addome; un’aggressione che ha lasciato la donna in condizioni definite dai soccorritori come gravissime. Immediato l’intervento dei sanitari del 118, che hanno allertato l’elisoccorso: la docente è stata così trasportata d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove è stata ricoverata con una prognosi che, in quelle prime ore, lasciava intendere il rischio per la sua sopravvivenza.
Il profilo del minore e la cornice penale
Sull’identità del minore non ci sono al momento dubbi: si tratta di un alunno di terza media, iscritto proprio alla classe della quale la professoressa Mocchi era titolare per la materia francese. Il ragazzo, che all’indomani del fatto è stato sottratto al contesto scolastico e affidato ai protocolli del tribunale per i minorenni, si trova ora al centro di un procedimento penale che dovrà accertare non solo l’effettiva dinamica materiale del gesto, ma anche le eventuali concause, i moventi e lo stato d’animo che lo hanno condotto ad agire con tale violenza all’interno di un luogo deputato all’istruzione. La legge italiana, in casi di questa gravità, prevede per i minori di quattordici anni un regime di imputabilità differente rispetto a quello degli adulti; ciò implica che la valutazione della capacità di intendere e di volere, da parte del giudice specializzato, diventerà nodo centrale per l’eventuale formulazione di un provvedimento restrittivo o per l’applicazione di misure di natura rieducativa.
La ricostruzione dell’orario e il contesto scolastico
Un aspetto su cui gli inquirenti stanno concentrando le verifiche è la precisa scansione temporale degli eventi: l’accoltellamento è avvenuto pochi minuti prima del suono della campanella, un momento in cui la circolazione di persone è massima e la supervisione adulta, sebbene presente, si trova inevitabilmente a dover gestire un flusso frammentato di ingressi. Secondo le prime sommarie informazioni, il ragazzo avrebbe atteso l’arrivo della professoressa nell’atrio dell’istituto Leonardo Da Vinci, per poi avvicinarla con un pretesto o in maniera fulminea, scaricando su di lei la violenza dell’arma. La scelta dell’orario, così come quella del luogo – un passaggio obbligato per chiunque entri a scuola –, appare agli investigatori un elemento non secondario per comprendere se vi sia stata una premeditazione o se si sia trattato invece di un raptus improvviso, maturato in pochi secondi.
Le indagini e i primi riscontri investigativi
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e i colleghi del nucleo operativo, che hanno sequestrato l’arma utilizzata – un coltello di piccole dimensioni, recuperato poco distante dal punto dell’aggressione – e hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti sia all’interno che all’esterno dell’edificio. Tali reperti, insieme alle testimonianze raccolte tra gli studenti presenti in quel corridoio e tra i genitori che hanno assistito alla scena, costituiranno il nucleo portante degli atti che verranno trasmessi alla procura per i minorenni di Brescia, competente territorialmente. La scuola, nel frattempo, ha attivato i protocolli interni di emergenza e ha sospeso temporaneamente le attività didattiche nella sezione interessata, offrendo supporto psicologico agli alunni e al personale docente rimasto scosso dall’accaduto.
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