Ilaria Salis, l'Ungheria attacca Bruxelles dopo il voto sull'immunità

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una reazione durissima, che non ammette repliche, è quella giunta da Budapest dopo il voto della Commissione Affari Giuridici del Parlamento europeo che ha respinto la richiesta di revoca dell’immunità parlamentare a Ilaria Salis. Zoltan Kovacs, portavoce del governo magiaro, ha definito l’eurodeputata italiana come una persona «venuta nel nostro paese con l’obiettivo di picchiare a caso la gente per strada», aggiungendo, senza mezzi termini, che «merita di stare in galera». Dichiarazioni che si inseriscono in un clima di forte tensione politica, acuito anche dalla cosiddetta “assoluzione” di Péter Magyar, il leader dell’opposizione che si candida a principale sfidante di Viktor Orban nelle prossime elezioni di aprile.

La decisione della commissione Juri, sebbene passata con un margine risicatissimo di 13 voti contro 12, rappresenta una prima battuta d’arresto per le autorità ungheresi. Eugenio Losco, legale della Salis, ha sottolineato come il responso tenga conto «di alcuni dati oggettivi e di alcune problematiche che ci sono in Ungheria per quanto riguarda la violazione dello stato di diritto». Il nodo centrale, come evidenziato dalla difesa, risiede nella difficoltà di garantire un processo equo in un contesto giudiziario dove, in casi dall’elevato profilo politico, le pressioni del governo potrebbero inficiare il regolare corso della giustizia, una preoccupazione che riguarderebbe non solo l’imputata italiana ma anche i cittadini ungheresi.

Bisogna però ricordare che il voto di ieri non è definitivo e non chiude affatto la partita. La procedura, infatti, prevede che la parola finale spetti all’emiciclo riunito in plenaria, il quale dovrà esprimersi nel corso della sessione di inizio ottobre. L’esito, reso ancor più incerto dall’aver votato a scrutinio segreto – una richiesta avanzata dai socialisti –, lascia tutto in sospeso. Intanto, le reazioni politiche non si sono fatte attendere in Italia, dove il leader della Lega Matteo Salvini ha tuonato su X, associando a un’immagine della Salis la scritta «Vergogna, vergogna, vergogna» e commentando con la frase «Chi sbaglia, non paga», in netta contrapposizione con la linea del suo stesso governo sull’argomento.

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