Eredi e self-made: la nuova mappa dei miliardari nel mondo segna un record

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La ricchezza aggregata degli individui con un patrimonio superiore al miliardo di dollari ha toccato, nel corso del 2025, il picco storico di 15.800 miliardi, secondo quanto documentato dall'ultimo Ubs Billionaire Ambitions Report. Questo dato, che rappresenta un incremento significativo, si accompagna a un altro record: il numero complessivo di miliardari a livello globale, infatti, si avvicina ormai alla soglia dei tremila, stabilendo un primato assoluto. La dinamica, in apparenza lineare, cela in realtà una profonda trasformazione nella composizione di questa élite finanziaria, dove la tradizionale narrazione del self-made man deve fare i conti con una controparte sempre più consistente. L'apprezzamento dei mercati azionari e le valutazioni gonfiate del settore tecnologico, d'altronde, hanno agito da potenti moltiplicatori per patrimoni sia di prima generazione sia di quelli ereditati, creando le condizioni per una crescita così vistosa.

Il grande passaggio generazionale

Ciò che emerge con forza dallo studio è la portata epocale del trasferimento di ricchezza tra generazioni, definito come il più imponente mai registrato. Se da un lato quasi duecento nuovi imprenditori, che hanno costruito la propria fortuna da zero, si sono uniti al club esclusivo, dall'altro è in atto un passaggio di consegne senza precedenti. Molti di coloro che accumularono capitali nei decenni passati stanno ora trasferendo gli asset ai propri discendenti, un fenomeno che ridisegnerà la geografia del potere economico nei prossimi anni. Questo meccanismo, peraltro, presenta connotati geografici distinti: negli Stati Uniti, ad esempio, la narrativa del self-made man resiste ed è predominante, mentre in Europa il peso dei "ricchi di famiglia", quelli che possono contare su un patrimonio consolidato e tramandato, rimane più marcato e significativo.

Il quadro italiano tra avanzamenti e fragilità

In questo contesto globale, l'Italia presenta un quadro composito e per certi versi contrastante, come delineato anche dal Global Wealth Report della stessa Ubs. La ricchezza finanziaria netta media per adulto ha mostrato, nel 2024, una crescita reale dopo aver considerato l'inflazione, segnando un +3,81%. Ancora più incoraggiante è l'aumento, prossimo al quindici per cento, della ricchezza mediana, un indicatore che pone il Paese tra i migliori performer su un campione di oltre cinquanta nazioni. Quest'ultimo dato, in particolare, suggerisce che i benefici della ripresa economica si siano estesi in maniera più consistente alla fascia centrale della popolazione, riducendo, almeno in questa fase, alcuni squilibri.

I miliardari nel nostro Paese

Tornando alla stretta cerchia dei miliardari, il report specifico ne conta sessantuno in Italia per l'anno in corso, uno in meno rispetto al rilevamento precedente. Il loro profilo riflette spesso la struttura produttiva nazionale, con una forte presenza in settori come quello della manifattura di lusso, dell'industria alimentare e dei servizi finanziari. Alcuni di loro, è bene ricordarlo, sono periodicamente al centro delle cronache giudiziarie, con inchieste che esaminano presunti illeciti fiscali o societari; tali procedimenti, condotti con il riserbo proprio dell'autorità giudiziaria, procedono nei rispettivi gradi di giudizio, lontani dai riflettori della cronaca spettacolare. La distribuzione della ricchezza estrema nel Paese, quindi, continua a evolversi tra spinte innovative, consolidate tradizioni imprenditoriali e il rigore degli accertamenti di legge.

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