La furia di Conte e lo sfogo di De Laurentiis: cosa è successo dopo Atalanta-Napoli
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Redazione Sport
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Il triplice fischio della New Balance Arena di Bergamo non ha placato gli animi, anzi, ha dato il via a un secondo tempo ben più acceso e destinato a tenere banco per giorni. Antonio Conte, appena terminata la sfida persa dal suo Napoli contro l’Atalanta per due a uno, non è rientrato subito nel ventre dello stadio. L’allenatore salentino, come riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, si è diretto deciso verso la stanza degli arbitri. Voleva parlare con Daniele Chiffi e con l’intera sestina arbitrale, chiedere spiegazioni su quella rete annullata a Miguel Gutierrez che avrebbe potuto significare il due a zero per i partenopei. Un confronto diretto, faccia a faccia, che però non ha prodotto dichiarazioni pubbliche: Conte ha scelto il silenzio stampa, una decisione meditata per affidare ad altri le valutazioni a caldo. A parlare per il club ci ha pensato il direttore sportivo Giovanni Manna, intervenuto in sala stampa con un’analisi pacata ma ferma sugli episodi che hanno indirizzato la gara.
La telefonata del patron al numero uno della Figc
Mentre Manna era davanti alle telecamere, un’altra voce, ben più autorevole, si stava facendo sentire in privato. Aurelio De Laurentiis, il presidente del Napoli, era furibondo. Sempre il Corriere dello Sport svela il retroscena di una telefonata bollente avvenuta subito dopo il match. Il patron azzurro ha contattato direttamente Gabriele Gravina, presidente della Figc, per manifestare tutto il suo disappunto per quanto accaduto sul terreno di gioco. Una chiamata che testimonia il livello di tensione raggiunto, con De Laurentiis intenzionato a portare le rimostranze del suo club ai massimi vertici federali. La lucidità, nonostante la rabbia, ha però contraddistinto l’approccio del Napoli, che ha evitato dichiarazioni roboanti per affidare la propria linea a un confronto istituzionale.
L'errore tecnico e la posizione dell'Aia
Il fulmine di guerra, e la ragione principale dello scontro, è una decisione arbitrale che già nelle ore successive ha trovato una condanna unanime. Il gol annullato a Gutierrez, per un presunto fallo di Rasmus Hojlund su Isak Hien, era da considerarsi regolarissimo. Nel corso della trasmissione Open Var in onda su Dazn, i vertici dell’Associazione Italiana Arbitri confermeranno quanto già apparso lapalissiano a tutti, tranne che all’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Palladino: il contatto tra i due giocatori non era falloso e la rete doveva essere convalidata -6. Un errore definito da più parti incomprensibile, anche alla luce della gestione del protocollo Var che, in questa circostanza, non ha ritenuto di dover richiamare Chiffi alla corretta valutazione.
La gestione dello spogliatoio e il ritorno al lavoro
La rabbia di Conte, che non si è placata con il passare delle ore, ha avuto un riflesso diretto anche sulla gestione della squadra. Il tecnico, che ha scelto di non parlare ai suoi dell’accaduto per non alimentare ulteriori polemiche e mantenere alta la concentrazione sugli aspetti tecnici, ha deciso di cancellare il giorno di riposo concesso solitamente dopo la partita. Una scelta netta, quella di richiamare immediatamente il gruppo al lavoro a Castel Volturno, per affrontare subito le questioni di campo e metabolizzare la sconfitta. Un segnale forte, che mette da parte le scorie della bufera arbitrale per concentrarsi unicamente sul prosieguo della stagione, in un campionato che, come sottolineato dal ds Manna, continua a essere segnato da episodi controversi.




