Riccardo Scamarcio a “Domenica In”: «Non sono mai stato single più di sei mesi, stare solo non mi piace»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Ospite ieri pomeriggio nel salotto di “Domenica In”, il programma condotto da Mara Venier che ormai da anni alterna momenti di intrattenimento leggero a interviste dal tono intimo e riflessivo, l’attore Riccardo Scamarcio si è raccontato senza troppi filtri. Di fronte alle telecamere di Rai 1, in una puntata andata in onda domenica 12 aprile, Scamarcio ha presentato il suo nuovo film “Alla festa della rivoluzione” – un’opera ambientata nel 1919 che ripercorre l’impresa di Fiume, in uscita nelle sale il 16 aprile – ma ha anche concesso uno spazio inedito alla sua sfera privata, ripercorrendo le tappe principali della sua vita sentimentale. Lontano da ogni forma di riservatezza eccessiva, l’attore pugliese ha infatti ammesso di non aver mai sopportato la solitudine, confessando candidamente: «Sono stato single massimo sei mesi, stare solo non mi piace. Amo le donne, da loro ho imparato molto». Una dichiarazione, quest’ultima, che suona come una dedica trasversale a tutte le partner che lo hanno accompagnato in questi anni: da Valeria Golino – con cui la rottura, risalente ormai al 2017, è stata definita dall’attrice stessa come «la delusione più grande della mia vita» – alla manager inglese Angharad Wood, che lo ha reso padre della piccola Emily alla fine di luglio del 2020, fino all’attuale compagna Benedetta Porcaroli.
Dal set al colpo di fulmine ritrovato, la storia con Benedetta Porcaroli
La scintilla con la giovane collega, come spesso accade nel mondo del cinema, sarebbe scoccata inizialmente dietro le quinte di una produzione. I due si sono conosciuti nel 2020 sul set de “La scuola cattolica”, ma il vero e proprio colpo di fulmine – secondo quanto ricostruito in queste ore – sarebbe maturato l’anno successivo, quando si sono ritrovati a recitare insieme ne “L’ombra del giorno”. Nonostante un periodo di crisi e un temporaneo allontanamento, la coppia si è ricomposta nel 2023 e da allora, a quanto pare, non si è più lasciata. Tanto che proprio lei, in un’intervista rilasciata a “Verissimo” lo scorso dicembre, aveva descritto il loro rapporto come «la storia più lunga della mia vita». Una continuità che sembra confermare la tesi dell’attore, secondo cui «se non abbiamo persone con cui condividere, siamo felici a metà». Nel corso dell’intervista, Scamarcio ha comunque evitato di scendere in dettagli troppo intimi, limitandosi a confermare la presenza di una compagna nella sua vita attuale, quando sollecitato direttamente dalla Venier.
«Proteggere il bambino interiore» e le lacrime a San Marco
L’intervista, però, non si è soffermata solo sui sentimenti. L’attore ha speso molte parole anche sul rapporto con la propria professione e sulla necessità, a suo dire imprescindibile, di preservare quella parte ingenua e sognatrice che caratterizza l’infanzia. «Di Riccardo bambino è rimasto tanto – ha spiegato – perché gli attori devono proteggere quella parte intima, che è il motore, la parte più importante che abbiamo». Seppur consapevole delle delusioni che la vita e il mestiere riservano, Scamarcio ha rivendicato una certa resilienza emotiva: «Ero un bambino positivo, pieno di speranze e di fiducia negli altri. Le delusioni non sono riuscite a scalfire quel bambino sognatore e allegro… e un po’ monello». A sostegno di questa sua sensibilità, l’attore ha rievocato un episodio particolarmente toccante vissuto durante le riprese di un film a Venezia: l’emozione, quella volta, fu tale che Scamarcio si è ritrovato seduto in Piazza San Marco all’alba a piangere forte, sopraffatto dalla bellezza del momento e dall’intensità del set.
La crisi del carburante e il “buen retiro” in Puglia
Interrogato da Mara Venier sui programmi per le vacanze e sulla sua voglia di viaggiare, l’attore ha poi allargato il discorso all’attualità internazionale, facendo un chiaro riferimento alla situazione geopolitica. «Visti i tempi – ha risposto secco Scamarcio – preferirei restare in Italia». Un pensiero che, implicitamente, si lega alle difficoltà legate alla crisi del carburante e ai conflitti in corso, come quello in Iran, che rendono gli spostamenti internazionali meno allettanti. Sebbene il richiamo alle guerre sia stato solo accennato, la riflessione dell’attore ha preso subito una piega più intima e geografica, rivelando il suo legame viscerale con le proprie origini: «Io ho il mio buen retiro in Puglia, perché è il posto mio del cuore». A differenza di molti colleghi che sognano Hollywood o mete esotiche, il rifugio ideale di Scamarcio resta dunque la sua terra d’origine, dove ha trasformato la casa della nonna in un accogliente ristorante con camere, il “Club64” ad Andria, gestito insieme ai fratelli.




