L'urgenza della sicurezza sul lavoro: un grido di protesta in Umbria

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La testimonianza di Nadia, che ha perso suo marito anni fa in un incidente sul lavoro, è solo una delle molte voci che si sono levate in protesta per rivendicare al Governo una nuova legislazione. Questa dovrebbe contrastare il lavoro precario, i subappalti nella logica del ribasso, i contratti sfavorevoli per i lavoratori, gli scarsi controlli e l’inaccettabile scarsa sicurezza sul lavoro.

La manifestazione

Recentemente, una manifestazione sostenuta da CGIL e UIL ha raccolto molteplici voci, segnate ancora dal dolore. "Perdere un figlio, un marito o qualsiasi altra persona sul lavoro è vergognoso e non deve più capitare a nessuno. La precarietà uccide, lo dicono i numeri", è stato il grido unanime.

La sicurezza sul lavoro

La sicurezza sul lavoro si impone prepotentemente all’attenzione del paese, non solo per le tragedie, come da ultima quella della diga di Suviana, in cui sono coinvolti molti lavoratori, ma anche per lo stillicidio quotidiano con cui veniamo regolarmente informati di incidenti gravi e gravissimi. È quindi importante che siano avanzate proposte, anche normative, finalizzate alla prevenzione – che richiede prioritariamente attività di formazione mirata e rafforzamento delle modalità di partecipazione dei lavoratori alla organizzazione del lavoro -, al potenziamento delle ispezioni, al disegno di sanzioni con capacità deterrente.

La mobilitazione in Umbria

Anche l’Umbria si è mobilitata in occasione dello sciopero generale proclamato da Cgil e Uil per dire "Basta morti sul lavoro" dopo la tragedia di martedì nel Bolognese. Lo ha fatto con presìdi davanti alle Prefetture di Perugia e Terni. Nella regione il maggior numero di incidenti - spiegano i sindacati - si registrano nell’edilizia. "Purtroppo siamo da anni maglia nera per le morti e gli infortuni sul lavoro" ha detto la segretaria umbra della Cgil Maria Rita Paggio.

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