Kingdom come: deliverance 2 approda su game pass e diventa un gioco play anywhere

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’alba del 3 marzo segna per gli abbonati a Xbox Game Pass l’arrivo di un Titolo che la community degli appassionati di giochi di ruolo attendeva con una certa impazienza, ovvero Kingdom Come: Deliverance 2, il nuovo lavoro di Warhorse Studios che riporta i giocatori nella Boemia del XV secolo. Il gioco, disponibile da oggi per i sottoscrittori dei piani Ultimate, Premium e PC Game Pass, approda così sul servizio di Microsoft su Xbox Series X|S, PC e cloud gaming, arricchendo un catalogo che, nel corso del mese, vedrà l’inserimento di altre produzioni di rilievo come Cyberpunk 2077 e Planet of Lana II. Si tratta, per inciso, di un’operazione che porta sulla piattaforma un’opera complessa e profonda, nella quale si torna a vestire i panni di Henry di Skalitz, alle prese con guerre civili, vendette personali e intricati intrighi politici in un mondo aperto che punta tutto sull’autenticità storica e su un sistema di combattimento simulativo, caratteristica, quest’ultima, che aveva già contraddistinto il primo capitolo della serie.

A coronamento di questo arrivo, e seguendo una direttrice che Microsoft sembra voler perseguire con sempre maggior convinzione, Kingdom Come: Deliverance 2 è stato integrato nel programma Xbox Play Anywhere proprio alla vigilia del suo debutto sul servizio in abbonamento. Questa inclusione, avvenuta a posteriori rispetto al lancio del gioco, comporta un vantaggio non trascurabile per chi decida di acquistarlo: una singola licenza dà accesso sia alla versione per PC, scaricabile attraverso il Microsoft Store, sia a quella per console Xbox, con la possibilità di condividere progressi e salvataggi grazie alla sincronizzazione sul cloud. Una funzionalità, questa, che se da un lato rappresenta un valore aggiunto per i possessori di entrambe le piattaforme, dall’altro sottolinea la spinta di Microsoft verso un ecosistema sempre più interconnesso e fluido, dove i confini tra i diversi dispositivi tendono a sfumare a vantaggio della continuità dell’esperienza di gioco.

Una programmazione ricca di uscite per il mese di marzo

L’inserimento del kolossal medievale di Warhorse Studios non è che il primo tassello di una strategia volta a rendere il mese di marzo particolarmente denso di novità per gli abbonati al servizio. Oltre all’approdo di Final Fantasy III in contemporanea, e precisamente da oggi, Microsoft ha ufficializzato l’arrivo di una serie di titoli destinati a coprire l’intero arco del mese. Tra questi, spicca senza dubbio Cyberpunk 2077, il colosso RPG di CD Projekt Red, la cui presenza nel catalogo era stata oggetto di indiscrezioni e teaser nei giorni scorsi e che andrà ad aggiungersi alla lista il 10 marzo, sebbene inizialmente limitato alle versioni cloud e console. Parallelamente, il 5 marzo sarà la volta di Planet of Lana II: Children of the Leaf, seguito dell’apprezzato gioco a scorrimento laterale, a dimostrazione di come il servizio cerchi di bilanciare produzioni tripla A e opere dal respiro più indie.

Il programma Play Anywhere e la sua applicazione

La decisione di rendere Kingdom Come: Deliverance 2 un titolo Play Anywhere, sebbene comunicata a ridosso della sua disponibilità su Game Pass, merita una riflessione a parte. Il programma, che consente di giocare su PC e console con un unico acquisto mantenendo la sincronia dei salvataggi, rappresenta un pilastro della filosofia Xbox, e l’inserimento di un gioco di tale portata non può che rafforzarlo. Per l’utente che, dopo averlo provato in abbonamento, volesse acquisire una copia del gioco, la certezza di ritrovare la propria partita su entrambe le piattaforme, con tutti i progressi e gli achievement accumulati, costituisce un incentivo non secondario. Una mossa, questa, che lega ancora più strettamente il giocatore all’ecosistema Microsoft, offrendo una flessibilità che in passato era riservata a pochi titoli first-party e che oggi, alla luce di queste mosse, sembra volersi estendere a un numero sempre maggiore di produzioni terze.

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