Olbia, sequestrato un tremisse d’oro di Carlo Magno: era uno dei quattro esemplari esistenti al mondo
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Redazione Economia
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L’operazione “Numisma”, condotta dai carabinieri del nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Cagliari, ha portato alla luce un traffico illecito di reperti archeologici che solo all’apparenza poteva sembrare confinato al mercato collezionistico locale. Nel mirino degli inquirenti, coordinati dalla Procura della Repubblica di Tempio Pausania, è finita una moneta rarissima, un tremisse d’oro coniato a Lucca tra il 773 e il 781, durante il regno di Carlo Magno, raffigurante San Michele Arcangelo: un esemplare di cui, in tutto il mondo, si conoscono soltanto altri tre pezzi. Il sequestro, scattato a Olbia nel momento stesso in cui il bene – di proprietà dello Stato – stava per essere ceduto a un collezionista, rappresenta l’epilogo di un’indagine più complessa che ha permesso di ricostruire la filiera illegale attraverso cui questi oggetti viaggiavano verso l’estero.
Il ritrovamento e la riparazione maldestra
La vicenda giudiziaria affonda le sue radici nel passato recente della numismatica sarda. Il tremisse, infatti, era già emerso in Sardegna negli anni Novanta, ma in condizioni pietose: spezzato in tre parti, venne affidato a un orafo per essere ricomposto, un intervento che gli esperti hanno definito “improprio” e che ne ha compromesso in parte l’integrità fisica, seppur non il valore storico. Dopo quella riparazione maldestra, la traccia del reperto si perse per anni, fino a quando non è riemersa nel circuito della ricettazione. Scomparso per decenni, il pezzo è riapparso in un contesto ben più ampio di quello occasionale, dimostrando come il mercato clandestino di reperti archeologici sia spesso organizzato in reti strutturate.
Operazione Numisma e il ruolo della Procura
Le indagini, coordinate dal procuratore Gregorio Capasso, hanno preso avvio nel giugno 2022 da un elemento apparentemente minore ma rivelatore: l’individuazione, durante un’asta internazionale, di ben trentasei monete d’oro di epoca sardo-bizantina. Ciò che ha insospettito i militari, spingendoli ad approfondire, è stata la riconoscibilità di alcuni di quei lotti, già studiati e pubblicati nel 1996 da un noto numismatico sassarese, un dettaglio che ne certificava l’origine italiana e, molto probabilmente, l’uscita dal territorio nazionale in modo clandestino. Da quel momento, l’inchiesta si è allargata, portando all’iscrizione di sette persone nel registro degli indagati, coinvolgendo non solo la Sardegna, con le città di Sassari e Olbia, ma anche Bologna, dove sono stati eseguiti decreti di sequestro preventivo.
Traffico internazionale e giro d’affari
La portata dell’operazione “Numisma” ha rivelato un meccanismo di traffico ben oliato. Il gruppo indagato, tra il 2022 e il 2024, sarebbe riuscito a immettere sul mercato nazionale ed estero oltre 1.500 lotti di monete antiche – puniche, romane, bizantine – tutte sprovviste della documentazione che ne attestasse la legittima provenienza. L’attività illecita, che si stima abbia generato un giro d’affari di circa mezzo milione di euro, aveva una ramificazione internazionale tanto estesa da raggiungere case d’asta in Spagna e Austria, le quali, secondo gli inquirenti, sarebbero state all’oscuro dell’origine furtiva dei beni. Oltre al tremisse d’oro, i militari hanno proceduto al sequestro di conti correnti e rapporti finanziari utilizzati per la raccolta dei proventi illeciti, per un valore complessivo di circa 250mila euro.
Un tesoro restituito alla storia
Con il recupero di questo tremisse, che ora verrà destinato a un museo nazionale, si chiude un capitolo importante di un’inchiesta che resta ancora in corso. La moneta, coniata dalla zecca di Lucca in un’epoca cruciale per la storia europea quale il regno di Carlo Magno, rappresenta un patrimonio culturale inestimabile che, per decenni, è stato sottratto alla collettività. La sua restituzione, oltre a interrompere una catena di reati che va dal danneggiamento alla ricettazione, restituisce materialità a un pezzo di storia altomedievale che rischiava di scomparire per sempre nel circuito opaco dei collezionisti privati, lontano dal contesto scientifico e dalla fruizione pubblica.
Meta description: Sequestrato a Olbia un tremisse d’oro di Carlo Magno, uno dei quattro esemplari esistenti al mondo. Recuperato dai carabinieri durante l’operazione Numisma contro il traffico di reperti.




