Bari-Lecce, maxi inchiesta per corruzione: Delli Noci si dimette dopo l’interrogatorio
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Redazione Interno
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Una bufera giudiziaria si è abbattuta sulla Puglia, tra Bari e Lecce, dove undici persone – tra cui l’assessore alle Attività Produttive della Regione, Alessandro Delli Noci, e diversi imprenditori – sono finite nel mirino della procura per un’indagine su corruzione e associazione a delinquere. Gli interrogatori preventivi, avviati questa mattina nel tribunale di viale de Pietro a Lecce, potrebbero segnare un punto di svolta nell’inchiesta, che vede i pm Alessandro Prontera e Massimiliano Carducci chiedere i domiciliari per l’esponente politico.
Delli Noci, già consigliere regionale del gruppo Con (il movimento legato al governatore Michele Emiliano), ha scelto di rassegnare le dimissioni prima di comparire davanti al gip Angelo Zizzari. «I fatti duri e dolorosi di questi ultimi giorni mi impongono una scelta altrettanto dura», ha dichiarato, lasciando intendere che la decisione sia stata presa per tutelare la famiglia. Le sue parole, però, non attenuano il peso delle accuse: secondo i magistrati, avrebbe favorito imprenditori locali in cambio di benefici illeciti, in un sistema di presunti voti di scambio che ora rischia di travolgere anche altri esponenti della giunta.
L’inchiesta, che si concentra su episodi di corruzione legati a bandi e finanziamenti pubblici, ha già prodotto un terremoto politico. Delli Noci, considerato uno dei fedelissimi di Emiliano, abbandona non solo l’assessorato allo Sviluppo Economico ma anche il seggio in consiglio regionale. Le sue dimissioni, irrevocabili, arrivano nel momento in cui il gip deve decidere se confermare la richiesta dei pm per gli arresti domiciliari.




