Omicidio nel Napoletano, il 17enne che ha sparato "ha problemi psichici"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel cuore della notte tra il 1 e il 2 novembre, a San Sebastiano al Vesuvio, un tragico evento ha scosso la comunità locale: Santo Romano, un giovane calciatore di 19 anni, è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco. Il presunto responsabile, un diciassettenne, ha confessato di aver sparato, sostenendo di aver agito per legittima difesa. Secondo quanto emerso dalle indagini, il giovane avrebbe reagito a un'aggressione, durante la quale sarebbe stato trattenuto per un braccio mentre un altro individuo gli mostrava un coltello. In preda al panico, il ragazzo avrebbe estratto una pistola, sparando con l'intento di difendersi.

La vicenda ha assunto contorni ancora più complessi con la rivelazione di una perizia psichiatrica che evidenzia problemi mentali nel diciassettenne. Il suo avvocato difensore ha sottolineato come il giovane abbia agito in uno stato di alterazione psichica, cercando di giustificare il gesto estremo compiuto quella notte. Le forze dell'ordine, tuttavia, non hanno ancora rinvenuto l'arma del delitto, aggiungendo ulteriori interrogativi a una situazione già intricata.

Un elemento chiave dell'inchiesta è rappresentato da un messaggio audio inviato al diciassettenne poco dopo l'omicidio, nel quale veniva avvertito di non tornare a casa poiché i carabinieri lo stavano cercando. Questo messaggio, insieme ad altri elementi raccolti dagli investigatori, è ora al centro delle indagini, che mirano a ricostruire con precisione quanto accaduto quella notte. L'udienza di convalida del fermo del minorenne è fissata per martedì mattina presso il tribunale per i minorenni di Napoli, dove il giovane comparirà difeso dall'avvocato Luca Raviele.

La madre di Giogiò Cutolo, un musicista ucciso nell'agosto 2023 in circostanze simili, ha espresso il suo dolore e la sua preoccupazione per l'aumento di episodi di violenza tra i giovani. Daniela Di Maggio ha dichiarato che "moriremo uccisi da bambini con le armi in pugno", sottolineando come anche suo figlio sia stato vittima di una lite banale degenerata in tragedia.

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