West Nile, terzo caso in Abruzzo: donna di 67 anni ricoverata a Chieti, indagini epidemiologiche in corso
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Redazione Salute
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Un nuovo caso di infezione da virus West Nile è stato accertato in Abruzzo, portando a tre il numero complessivo di contagiati nella regione. La persona colpita è una donna di 67 anni, residente in un comune della provincia di Pescara, che da due giorni è ricoverata presso l'Unità operativa di Malattie infettive dell'ospedale "SS. Annunziata" di Chieti, diretta da Jacopo Vecchiet.
La paziente, una pensionata, era giunta in ospedale manifestando febbre e un forte mal di testa, sintomi che hanno immediatamente indirizzato i medici verso il sospetto di una sofferenza encefalica correlata alla puntura di una zanzara infetta, ipotesi poi suffragata dagli esami di laboratorio.
Il quadro clinico e gli accertamenti diagnostici
Le condizioni della donna, dopo l'arrivo in ospedale, hanno richiesto l'esecuzione di prelievi biologici specifici per confermare la presenza del virus, un passaggio fondamentale per la diagnosi differenziale rispetto ad altre patologie che presentano un quadro sintomatologico simile. La risposta ai test ha dato esito positivo, confermando il terzo caso di West Nile in Abruzzo in questa stagione, un dato che tiene alta l'attenzione delle autorità sanitarie locali.
Al momento, secondo le informazioni disponibili, la paziente sarebbe in una fase di miglioramento, sebbene permanga il ricovero nel reparto specialistico per il monitoraggio clinico.
L'indagine epidemiologica per risalire al focolaio
Contestualmente alla conferma della diagnosi, è stata attivata la macchina dell'indagine epidemiologica, un passaggio cruciale per tracciare la dinamica del contagio. L'inchiesta è condotta dal Servizio Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica (SIESP) della ASL di Pescara, sotto la responsabilità dei Dirigenti Medici Serena Ruscitti e Italo Porfilio, con il supporto delle Assistenti Sanitarie Flavia Fracassi e Anastasia Mennucci.
L'obiettivo dell'indagine è quello di ricostruire con precisione gli spostamenti e le attività svolte dalla paziente nei ventuno giorni precedenti l'insorgenza dei sintomi, un arco temporale che corrisponde al periodo di incubazione del virus.
Le ipotesi sul contagio e la prevenzione
La ricostruzione minuziosa delle abitudini della donna serve a determinare se il contagio sia avvenuto nel luogo di residenza, attraverso la puntura di una zanzara del posto, oppure se l'infezione sia stata contratta in un'altra località, magari durante un viaggio o un soggiorno temporaneo. Questa distinzione è fondamentale per le autorità sanitarie, poiché consente di orientare le misure di disinfestazione e di prevenzione in aree specifiche, qualora si riscontrasse un focolaio autoctono.
La West Nile, trasmessa principalmente da zanzare del genere Culex, rappresenta una sfida stagionale per la sanità pubblica, che si affida alla sorveglianza epidemiologica per limitarne la diffusione.
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