Juventus, un raduno a basso entusiasmo tra infortuni e un mercato che non decolla

Juventus, un raduno a basso entusiasmo tra infortuni e un mercato che non decolla
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il giorno del raduno, quello che per tradizione dovrebbe rappresentare il punto di ripartenza carico di speranze e nuovi volti, si è trasformato per la Juventus in un rituale dalle tinte decisamente smorzate. Ecco, l'atmosfera che si respirava alla Continassa, in questo 13 luglio 2026, era lontana anni luce dagli entusiasmi che avevano contraddistinto le passate stagioni, quando l'arrivo di un nuovo acquisto o di un allenatore diverso accendeva la fantasia dei tifosi.

Un ritorno al lavoro tra poche novità e tanti dubbi

A dare il benvenuto al gruppo, e a Luciano Spalletti che si apprestava a iniziare la sua prima vera stagione sulla panchina bianconera, c'era un unico, vero volto nuovo: il sorridente Jeff Ekhator, prelevato dal Genoa, un ragazzo di belle speranze che però, da solo, non può certo bastare a cambiare l'inerzia di una squadra reduce da una stagione deludente. I riflettori, invece, si sono accesi per motivi ben diversi e ben più preoccupanti, in primis le condizioni fisiche di due pedine considerate ormai imprescindibili per gli schemi del tecnico toscano.

Kenan Yildiz e Khephren Thuram, su tutti, hanno gettato un'ombra lunga sulla prima giornata di lavoro: il primo è ancora tormentato da una tendinopatia rotulea che potrebbe condizionarne l'inizio di stagione, mentre il secondo si è presentato con una vistosa fasciatura al ginocchio e ha subito svolto una seduta personalizzata, saltando il primo test amichevole in programma contro il Basilea.

Il mercato inchiodato: il nodo Kolo Muani e i fantasmi del passato

Ma è sul fronte del mercato che la situazione appare più ingarbugliata, con la dirigenza composta da Giovanni Carnevali e Frederic Massara che si trova a fare i conti con una eredità decisamente pesante. La priorità assoluta, come da copione, rimane quella di regalare a Spalletti un attaccante di peso, e il nome in cima alla lista resta ancora una volta quello di Randal Kolo Muani.

Eppure, la trattativa con il Paris Saint-Germain sembra essersi arenata in un nuovo momento di stallo, con il club francese che non intende scendere dalle proprie richieste economiche e la Juventus che, a corto di liquidità e con un bilancio da tenere in ordine per il Fair Play Finanziario, non può permettersi di fare follie.

Tanto che, come riportato da diverse fonti, si inizia seriamente a valutare l'ipotesi di abbandonare la pista per il francese, con il nome di Folarin Balogun, reduce da una stagione da 19 gol con il Monaco, che comincia a fare capolino come alternativa più percorribile e meno onerosa. Intanto, la telenovela per il portiere si è conclusa con un nulla di fatto, vista la decisione dell'Aston Villa di ritirare dal mercato Emiliano Martinez, il cosiddetto "Dibu", lasciando la Juventus ancora alla ricerca di un estremo difensore che possa fare al caso di Spalletti.

Rosa extralarge e poche cessioni: un problema di numeri e di costi

Il vero problema, tuttavia, risiede nella capacità di fare cassa, o meglio, nella difficoltà a sfoltire una rosa che al momento conta ben 29 elementi, molti dei quali palesemente fuori dal progetto tecnico. L'unico modo per finanziare gli acquisti, in questa estate torrida per le casse della Continassa, è vendere, ma non è così semplice piazzare giocatori con ingaggi importanti che spesso rifiutano destinazioni ritenute inferiori, come quelle turche che si sono affacciate per alcuni elementi.

Il risultato è che la Juventus si ritrova con un parco giocatori extralarge, dove convivono campioni in declino, rientri dai prestiti e giovani promesse, in attesa di una sistemazione che tarda ad arrivare. Si fa il nome di Arthur, eterno esubero, di Milik, per il quale si cerca una risoluzione contrattuale, e di tanti altri che in questa prima fase di ritiro saranno semplicemente "di passaggio", consapevoli di non rientrare nei piani di Spalletti.

E a rendere la situazione ancora più paradossale è stata l'immagine di una tifoseria che, di fronte a questo scenario, ha risposto con freddezza, con un numero esiguo di presenze fuori dai cancelli del JMedical a testimoniare un clima di attesa e prudenza, più che di autentico entusiasmo.

Spalletti e la pazienza, in attesa di una svolta

Luciano Spalletti, allora, dovrà armarsi di una pazienza non comune e iniziare a lavorare con il materiale umano che ha a disposizione, sperando che il mercato, prima o poi, si smuova per fornirgli quelle pedine indispensabili per dare un volto nuovo a una squadra che deve assolutamente riscattare l'ultimo deludente campionato, chiuso al sesto posto.

Il tecnico, che non ha nascosto le proprie preoccupazioni per la lentezza delle operazioni, si trova a dover gestire un gruppo pieno di incognite, dove l'unica certezza è il lavoro quotidiano sul campo, in attesa che Carnevali e Massara riescano a trovare le giuste combinazioni per sbloccare un mercato che, al momento, rappresenta il vero, grande ostacolo da superare per ripartire con slancio.

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