Arsenale scoperto a Cambiago, armi da guerra per gli ultrà interisti
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Redazione Interno
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Un capannone a Cambiago, nell'hinterland di Milano, ha rivelato un arsenale di armi da guerra, tra cui kalashnikov, bombe a mano, mitragliette, pistole e giubbotti antiproiettile, destinato alla Curva Nord degli ultrà interisti. Gli agenti della squadra mobile di Milano, guidati da Alfonso Iadevaia e Domenico Balsamo, hanno scoperto il deposito venerdì pomeriggio, durante un'operazione coordinata dai pm Paolo Storari e Sara Ombra.
Il magazzino, apparentemente anonimo, era protetto da tre porte basculanti e situato in via Comotti. All'interno, tra sedie, scatoloni e materiale da bar, gli investigatori hanno trovato un vero e proprio arsenale, con centinaia di munizioni e pettorine delle forze dell'ordine. La scoperta è avvenuta nell'ambito dell'inchiesta "Doppia curva", che indaga sulle infiltrazioni criminali nelle tifoserie nerazzurra e rossonera.
L'arsenale, ben conservato e composto da pezzi nuovi, era destinato al gruppo più violento degli ultrà interisti, già coinvolti in precedenti arresti. Tra le armi rinvenute, tre granate hanno richiesto l'intervento degli artificieri per essere messe in sicurezza. L'operazione ha portato all'arresto di Cristian Ferrario, uno degli ultrà, mentre si indaga per stabilire se le armi siano state utilizzate in crimini precedenti, tra cui l'omicidio dell'ex capo ultrà Boiocchi.
La scoperta di questo arsenale rappresenta un duro colpo per la criminalità organizzata legata al mondo del tifo violento, evidenziando la pericolosità e la capacità di armamento di questi gruppi.




