Sei mesi di conflitto tra Israele e Hamas: una panoramica
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il 7 aprile ha segnato un traguardo amaro per la Striscia di Gaza: sei mesi di guerra con Israele. Questo conflitto, solo l'ultimo di una serie che dura da decenni, ha avuto inizio il 7 ottobre dell'anno scorso.
Bilancio del conflitto
In quel fatidico giorno, Hamas ha ucciso circa 1.200 israeliani e preso in ostaggio 253 persone. In risposta, Israele ha promesso di "schiacciare e distruggere" la fazione palestinese. Secondo il ministero della Sanità di Hamas, in questi sei mesi sono stati uccisi almeno 33mila palestinesi.
Proteste a Tel Aviv
A Tel Aviv, davanti al quartier generale militare di Kirya, centinaia di persone si sono riunite per chiedere al governo di raggiungere un accordo per il rilascio degli ostaggi israeliani detenuti da Hamas a Gaza.
Il ruolo di Netanyahu
Nel frattempo, centomila israeliani sono tornati in piazza per protestare contro Benjamin Netanyahu. Il leader, sempre più isolato sia a livello nazionale che internazionale, deve affrontare la crescente opposizione di un popolo che, secondo il grande Wlodek Goldkorn, è mosso soprattutto dal desiderio di mettere in discussione la logica della guerra.
Riflessioni sul sacrificio
A sei mesi esatti dall'inizio del conflitto, i giornali sono molto trattenuti sulle celebrazioni. Forse l’incombenza rimane la cronaca, le cupe minacce di ritorsione iraniana, e un popolo che si interroga su cosa siamo disposti a sacrificare.




