Il pasticcio Alemanno, Nordio ferma il ricorso ma il ministero si interroga sulle responsabilità
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Redazione Interno
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Un pomeriggio d'estate, di quelli che già da soli basterebbero a mettere a dura prova i nervi, ha visto il ministero della Giustizia trasformarsi in un cantiere a cielo aperto. A far scattare l'allarme, nella tarda mattinata di ieri, è stata la notizia di un ricorso depositato in Corte di Cassazione: un'azione diretta a impugnare l'ordinanza con cui il Tribunale di sorveglianza aveva concesso a Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, uno sconto di sei giorni sulla pena detentiva.
Una decisione, quella del giudice di sorveglianza, che si basava sulla considerazione delle «condizioni inumane» patite dall'ex ministro durante la sua permanenza dietro le sbarre del carcere di Rebibbia, da dove era stato rilasciato lo scorso 24 giugno.
Un provvedimento che non si aspettava
L'ex primo cittadino, venuto a conoscenza del ricorso, non ha nascosto il suo sconcerto, arrivando a parlare di «accanimento» nei suoi confronti e definendo il provvedimento come «incredibile». La sua reazione, comprensibilmente accesa, ha però incontrato un immediato contraltare dalle stanze del potere giudiziario.
Il Guardasigilli Carlo Nordio, infatti, ha voluto prendere le distanze in modo netto e inequivocabile dall'iniziativa, dichiarando di non essere stato «al corrente» della mossa, quasi che la macchina amministrativa avesse agito in autonomia, sfuggendo al controllo del suo vertice politico.
La revoca immediata e l'indagine interna
La reazione del ministro, una volta informato dell'accaduto, è stata fulminea: ha disposto la revoca immediata del ricorso in Cassazione, bloccando sul nascere qualsiasi possibilità che Alemanno dovesse fare ritorno in cella per scontare quei sei giorni di pena. Un dietrofront che ha messo in luce una crepa all'interno della macchina burocratica, sollevando più di un interrogativo su come un atto di tale portata abbia potuto essere perfezionato senza il via libera del titolare del dicastero.
Per fare luce sulla vicenda, è stata immediatamente avviata un'indagine interna al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, finalizzata ad accertare le eventuali responsabilità e a ricostruire la catena di comando che ha portato alla presentazione del ricorso.
Le reazioni politiche e il giallo burocratico
Il caso ha rapidamente innescato un tam tam di telefonate tra esponenti politici e governativi, sia di maggioranza che di opposizione, tutti accomunati da un sentimento di incredulità di fronte a un pasticcio che sa di disorganizzazione e di cortocircuito tra politica e amministrazione.
La vicenda, al di là degli aspetti giudiziari e delle polemiche del momento, ha finito per concentrare l'attenzione su un aspetto più profondo e inquietante, e cioè la possibilità che all'interno degli uffici ministeriali si possano attivare meccanismi decisionali autonomi, in grado di produrre atti ufficiali contrari alla volontà del vertice politico. L'indagine interna, ora, dovrà fare chiarezza su questo punto cruciale, per evitare che episodi analoghi possano ripetersi in futuro e minare la fiducia nel corretto funzionamento delle istituzioni.
Il nodo delle condizioni detentive
A fare da sfondo a questa vicenda, in ogni caso, resta il tema spinoso delle condizioni di detenzione nei carceri italiani, già al centro di un dibattito acceso e di numerosi interventi della Corte europea dei diritti dell'uomo. La decisione del Tribunale di sorveglianza, che aveva riconosciuto ad Alemanno un diritto soggettivo a una pena più mite in ragione del trattamento subito, rappresenta un tassello importante in questo mosaico, e il tentativo di impugnarla ha finito con il riaprire una ferita che il governo aveva fino a quel momento cercato di gestire con cautela.
Ora, con la revoca del ricorso, la parola passa agli inquirenti interni, chiamati a rispondere a una domanda semplice ma scomoda: come è stato possibile che un atto di tale rilevanza sia stato firmato e trasmesso alla Cassazione senza che il ministro ne avesse la benché minima conoscenza?
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